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mercoledì 16 gennaio 2013

ettore giuradei - sta per arrivare il tempo (2013)

con 3 album alle spalle e all'attivo quasi 200 date live, a circa due anni da "la repubblica del sole", ettore giuradei torna con un nuovo lavoro. ma c'è un'altra novità: abbandona il suo nome e si trasforma in giuradei: decide di cambiare ‘ragione sociale’ perché condivide con il fratello marco la scrittura dei brani del nuovo album, omonimo, che uscirà l’11 febbraio 2013 per la picicca dischi.


"sta per arrivare il tempo" è il primo singolo estratto dal nuovo album ed ettore giuradei lo presenta così:
“la canzone è molto critica, a tratti pesante ma dice la verità. riassume, a grandi linee, tutto il contenuto del disco che è frutto di due anni di rabbia e tensione nel vedere che, da troppo tempo, niente cambia. finché non rinunceremo ai nostri desideri materiali e alle nostre abitudini da ‘americani’ nulla cambierà. il video rappresenta meglio e in modo più positivo quello in cui credo, spero.
n.b. quando nella canzone dico “ignorante” non parlo di gente che non ha studiato o che non sa ma parlo di gente ingenuamente cattiva che ha perso il contatto con la realtà e che non si salverà”.
il video di animazione del primo singolo è frutto della collaborazione con nicola ballarini: pittore, scultore, ideatore di installazioni e creatore di video in animazione.


sabato 12 maggio 2012

dimartino - sarebbe bello non lasciarsi mai, ma abbandonarsi ogni tanto è utile (picicca dischi, 2012)

quest'anno la sicilia ci regala davvero tante belle sorprese: dopo colapesce (di cui ho già parlato), nicolò carnesi, oratio e il pan del diavolo, è il momento di dimartino, che pubblica in questi giorni un vero gioiello.
accompagnano antonio di martino in questo lavoro i fidi giusto correnti (batteria e percussioni) e simona norato (tastiere e chitarre). il disco è stato registrato al macwave studio di brescia e missato al picicca studio di rende con la coproduzione artistica di dario brunori e la supervisione di matteo zanobini.
è un disco pieno di emozioni quello che segue 'cara maestra abbiamo perso', sicuramente più maturo ed efficace, più omogeneo e con una grande personalità autorale. eh si, perché con dimartino viene proprio voglia di evitare la parola indie e di tornare a parlare di cantautori. viene proprio voglia di godere delle belle melodie, degli arrangiamenti curati e dei testi talmente belli che vivrebbero quasi di vita propria.
le prime parole del disco colpiscono dal primo ascolto (io odio immensamente le ferrovie dello stato, perché è li che ci diciamo addio quattro volte al mese), per proseguire in 'non ho più voglia di imparare' (mentre guardavamo il divo sul manifesto del detersivo, pensavamo a monicelli che vola dal balcone, alla faccia della moda che ci vuole tutti giovani e belli, alla faccia dell'italia che ci vuole vivi e basta) e in 'maledetto autunno' (e incontrarsi in metro con un disco in mano in un giorno assurdo, fingersi più grandi di trecento anni, domandarsi come stai io sto bene come te)...
ma di esempi ce ne sarebbero decine perché a voler scegliere i pezzi migliori, per me è praticamente impossibile: ognuno ha una storia di umanità, di amori, di sentimenti... tanti lampi e tante intuizioni che fanno venire voglia di ascoltarlo e di canticchiarlo in continuazione. 
e continuerò a farlo in casa, in macchina e presto sotto i palchi della sua lunga tournée estiva...


tracklist
1. non siamo gli alberi
2. non ho più voglia di imparare
3. venga il tuo regno
4. amore sociale
5. cartoline da amsterdam
6. la penultima cena
7. maledetto autunno
8. io non parlo mai
9. piccoli peccati
10. poster di famiglia
11. ormai siamo troppo giovani

mercoledì 15 giugno 2011

brunori sas - vol.2: poveri cristi (picicca dischi, 2011)

ascoltai “italian dandy” per la prima volta nell’estate 2009 e mi appassionai alle avventure di un personaggio che sembrava il classico bello e dannato. in realtà dario brunori, come scoprii qualche settimana più tardi, è un bravo ragazzo tutto casa e azienda di famiglia. 
nonostante in italia soffi ormai da tempo aria di crisi, la brunori sas gode di ottima salute. a due anni esatti dal pluripremiato vol. 1 (premio ciampi 2009 come miglior esordio, targa tenco 2010 come miglior esordiente), ecco il vol. 2: poveri cristi.
notevoli le due collaborazioni: dente nel brano "il suo sorriso" e dimartino nel brano "animal colletti". ma tutte le tracce sono degne di nota: dalla commovente "bruno mio dove sei" dedicata al padre che non c'è più, alla liberatoria "rosa". 
le storie sono insieme amare e cariche di speranza, spesso trattate con sarcasmo, dove la realtà a volte sfocia nel grottesco. è un disco dove la poetica brunoriana, incentrata sul nazional popolare affrontato con affetto e misericordia, sull'attenzione data ai piccoli gesti, sulla religione cattolica, si sviluppa a pieno, tra sorrisi ed occhi lucidi di chi ascolta con attenzione e partecipazione.
la bellezza di questo disco sta anche e soprattutto nella capacità di brunori di autorinnovarsi, non cadendo nella trappola dell'opera seconda.
e che bello sentire ancora parole desuete come arredo e corredo, cambiali e biancosarti, comò e fiat 126. l'universo brunori è fatto di cose semplici, oserei dire quelle di una volta, ed anche per questo mi piace parecchio.
i temi in questo disco si spostano dalle sue prime avventure amorose e dalla spensieratezza dell'adolescenza (di cui si dava ampio spazio nel primo volume), verso il presente con l'instabilità economica che si riflette su quella dei sentimenti. la sua ispirazione è il quotidiano, storie comuni non giudicate ma descritte con una simpatia che fanno di brunori stesso un povero cristo. 
quasi due anni di tour regalano un ottimo affiatamento con la band che fornisce al disco una struttura più articolata. ed ora si riparte: da milano il 16 giugno iniziano le date estive che porteranno la brunori sas a girare la penisola in lungo ed in largo: il consiglio naturalmente è di prendere nota e frequentarlo il più possibile.
viva l'italia ed i poveri cristi, ma soprtattutto viva la brunori sas.