venerdì 17 maggio 2013

ragazzo semplice - l'orto (2013)

nato a forlì, raffaello gentili in arte ragazzo semplice, ha esordito nel 2008 con un disco quasi omonimo, “ragazzo semplice e il suo complesso”. da allora molte cose sono cambiate nella sua vita: ha vissuto a Londra alla ricerca di stimoli e possibilità per esprimersi al meglio, finendo poi per stabilirsi a milano. nel 2010 ha vinto l’mtv new generation con il brano costretto a venire
ha poi proseguito inventando praticamente una nuova forma di live. i suoi concerti sono del tutto anomali: infatti sale sul palco e, senza dare troppo nell'occhio, comincia a suonare e cantare canzoni, molto spesso improvvisate sul momento. si prende e prende in giro ma lo fa con intelligente ironia. il suo è un pop informale, solo in apparenza scanzonato, in quanto, con leggerezza ed orecchiabilità, ci dice fino in fondo tutto quello che sente. negli ultimi mesi ha composto molti pezzi nuovi ed ha già pronte cinque tracce di quello che sarà il suo secondo album, un disco legato alla natura.i brani sono tutti scritti ma verranno pubblicati uno alla volta, uno per stagione. 

il 14 maggio è stato "seminato" su youtube il video de l'orto, anteprima del primo nuovo singolo, una canzone del cavolo, come lui stesso la definisce. la clip, ideata dallo stesso ragazzo, è stata realizzata insieme a michele gerthoux e francesco galli, girando il tutto in un’azienda agricola di santhià (vc).

giovedì 16 maggio 2013

hauschka - mount hood (2010)

hauschka, all'anagrafe volker bertelmann, è un musicista originario di dusseldorf, germania. dedicatosi per molto tempo all'elettronica è poi tornato al suo primo amore, il pianoforte, in modo del tutto sperimentale, alterandone i suoni di base. per ottenere questo, lo strumento viene "preparato" con meticolosità inserendo, su corde e martelletti, tutta una serie di oggetti fatti nei materiali più disparati, dalla plastica all'alluminio, alla carta, fino a quelli più estremi. queste “modifiche” conferiscono allo strumento anche una valenza percussiva. pure i fans si sentono coinvolti in questo "lavoro di ricerca", per cui capita che portino ai concerti sacchetti pieni di oggetti nella speranza che possano rivelarsi utili. il modo migliore per apprezzare il talento di questo musicista è assistere ad una delle sue performance live, come è successo a me la sera di sabato scorso, nell'ambito della manifestazione piano city milano, presso il parco della villa reale.
hauschka, quando sale sul palco, non decide mai la scaletta, dà totalmente spazio all'improvvisazione e all'energia che il pubblico presente gli trasmette. il suono del piano, con questa tecnica, si arricchisce di nuove e inaspettate profondità. le melodie si ripetono, solo apparentemente uguali. loop progressivi si susseguono, aggiungendo ogni volta particolari quasi impercettibili, che alla fine però, conquistano, facendoti pensare: "ma come siamo arrivati fin qui?".
il brano che vi propongo, mount hood, è tratto dall’album foreign landscape, pubblicato nel 2010. la registrazione del video è stata effettuata negli studi di washington della national public radio, dove hauschka ci dimostra come strappare suoni dirompenti dagli 88 tasti dello strumento, attraverso l’inserimento di palline da ping pong, fogli di alluminio e pelle...

martedì 7 maggio 2013

videodreams - can't be wrong now (2013)

originari di tolmezzo (ud) i fratelli filippo e marco marra, in arte videodreams, iniziano la loro attività nel 2009 con una lunga serie di live e due ep. proprio durante la registrazione del secondo, wet pain, partecipano con successo a va sul palco, un concorso che mette in palio una produzione con l’etichetta ghost records. il 9 aprile hanno così pubblicato il loro primo album shipwrecks (naufragi).
“il naufragio in questo caso diventa una metafora per quelle situazioni in cui la vita ci costringe a decidere. se continuiamo ad ignorare la tempesta, prima o poi ci finiamo dentro e a quel punto o prendiamo delle decisioni sincere, oppure ci lasciamo morire, che può significare anche solo vivere una vita che non ci appartiene. questo titolo è arrivato mentre registravamo il disco. ci è piaciuto subito…“
i due fratelli friuliani, da autentici curiosi, amano spaziare tra i vari generi musicali (influenzati da ascolti di gruppi come i talking headsbeach house, i cocteau twins, i radiohead), senza rimanere incastrati in qualcosa di troppo definito, privilegiando la ricerca di suoni sperimentali. nascono così melodie dream pop raffinate ed ipnotiche, in perfetto equilibrio fra sonorità acustiche ed elettroniche. i testi, particolarmente curati ed introspettivi, risentono di suggestioni derivanti dalla visione delle immagini oniriche dei film di alejandro jodorowski, dalle letture di composizioni del poeta surrealista francese paul eluard e dalla contemplazione dei paesaggi naturali della carnia.
il primo singolo estratto da questo album di esordio è can’t be wrong now, il cui video era uno dei premi del concorso sopra citato (oltre alla produzione/promozione/booking). la regia è stata affidata a lucia bulgheroni (che l’anno scorso ha vinto il festival di cortometraggi cortisonici) e la produzione ad andrea zorzetto (mondovisione). tutto il contenuto del clip ha un valore altamente simbolico, ogni azione è compiuta con l’intento di liberarsi, ripulirsi, trasformare e superare il dolore, acquistando nuova forza.
“il personaggio interpretato da sara rainis può essere visto anche come un essere androgino, che incarna la nostra coscienza. si risveglia sui resti di una zattera distrutta (dopo un naufragio appunto), e la prima cosa che fa è quella di mettersi al lavoro per liberarsi da tutto questo. ognuno può metterci dentro quello che vuole poi. potrebbero rappresentare dei fallimenti, delle paure, dei pesi inutili. ma le sue azioni non equivalgono a “nascondere lo sporco sotto al tappeto”, anzi, ogni cosa viene affrontata e trasformata in qualcos’altro. così il legno si polverizza, le corde e i nodi diventano piume e così via. quando il personaggio si trova di fronte all’ultimo passo, fa la cosa più coraggiosa, assorbe il nero, il buio, le paure più profonde, e questo diventa la sua salvezza. gettandosi nell’abisso senza dubbi riscopre la sua vera forza (in questo caso rappresentata dai tre colori: rosso/attivo, verde/terrestre e blu/spirituale). anche questo ci insegna il sognare: quando affrontiamo i mostri dei nostri incubi senza scappare, questi cambiano forma e diventano solo dei messaggeri di qualcosa che avevamo paura di sentire. quindi la frase “you can’t be wrong now” è un messaggio per dire “fidati, trova il coraggio di guardare in faccia la tua vita e non potrai sbagliare”.

domenica 5 maggio 2013

giuliano dottori - le vite degli altri (2013)

classe 1976, nato a montreal, vive a milano praticamente da sempre. giuliano dottori, pur non venendo da una famiglia di musicisti, aveva segnato nel proprio destino l'incontro con la musica: a 10 anni, complice un vicino di casa, comincia gli studi di chitarra classica. è l'inizio di una passione che lo avvicina anche alla composizione. oggi, con talento eclettico, si divide fra le attività di cantautore, chitarrista e produttore. dal 2008 è nella band degli amour fou e ad agosto 2010 ha fondato lo studio di registrazione jacuzi
songwriter che, con coerenza, dolcezza e intimismo osserva e condivide il mondo che lo circonda, ha all'attivo due album ed un ep.
le vite degli altri è il primo di una serie di brani che anticiperanno un disco in uscita (prima o poi). è prodotto con la collaborazione della band che lo accompagna nell’avventura solista, marco ferrara al basso e mauro sansone alla batteria e si avvale dell'apporto di raffaele kohler alla tromba e luciano macchia al trombone. proprio questo inserimento dei fiati potrebbe indicare la direzione delle possibili nuove sonorità di giuliano.
“è una canzone su milano, ma più in generale è una canzone sull’immaginazione, sull’arte di camminare per strada, sul fantasticare su ciò che accade a dylan dog quando finisce un episodio, sul guardare le finestre delle case degli altri”. 
il videoclip è stato realizzato grazie al contributo determinante dei fan e degli amici. con un appello lanciato dalla sua pagina facebook, il cantautore, infatti, li ha invitati a guardare fuori dalle finestre di casa e a spendere venti secondi del loro tempo per riprendere con il telefono quel che vedevano: dettagli della loro città, una strada, un mercato, una stazione, i passanti, un litigio, un bacio. in due mesi sono stati raccolti centinaia di video, per circa due ore complessive di girato, selezionati e montati da michele stra marchetti.

giovedì 2 maggio 2013

paolo mei - un giorno qualunque (2013)

paolo mei ha un’agenzia che organizza eventi, è giornalista, dj e…musicista. 
un passato come cantante dei matildamay ed un presente dedito ad un nuovo progetto in prima persona che si chiama il circo d’ombre. con questo gruppo ha pubblicato un ep, al quale è seguito un album, inventario, alla fine del 2012. al disco ha dato un importante apporto cesare basile curandone la produzione artistica, la registrazione nello zen arcade studio di catania e suonando gran parte degli strumenti. altri prestigiosi ospiti sono lorenzo "colapesce" urciullo ed il cantautore norvegese terje nordgarden. gli 8 brani sono stati arrangiati e registrati (almeno per quanto riguarda le parti strumentali) in 8 giorni, uno al giorno, privilegiando la natura istintiva delle composizioni. in tutto il disco, si sentono le influenze dei musicisti cari a paolo, dai cantautori italiani degli anni ’60, fino a nick cave & the bad seeds. si spazia dalle atmosfere più intime fino a quelle electro-acustiche, con testi curati, rigorosamente in italiano. 
la voce di paolo, poi, così calda, intima, confidenziale si sposa perfettamente con queste soluzioni sonore riuscendo a trasmettere emozioni leggere, ma che arrivano fino in fondo. il nuovo video di paolo mei & il circo d’ombre, che ha per oggetto un'improbabile e liberatoria gara di ballo, è un giorno qualunque, diretto da ground's oranges.

un giorno qualunque
un girasole che guarda per fatti suoi, 
una lumaca che ha perso casa sua. 
più di un’immagine che nasce dentro me. 
se guardo un po’ più in la ci sono dentro anch’io. 
non senti che c’è, non senti che c’è, 
un soffio di vento che passa 
non senti che c’è, non senti che c’è, 
un soffio di vento che passa anche dentro di me. 
e il girasole è lì, davanti casa mia. 
lui resta fermo lì, davanti casa mia. 
più di un’immagine che vive dentro me. 
se guardo un po’ più in la ci sono dentro anch’io. 
non senti che c’è, non senti che c’è, 
un soffio di vento che passa anche dentro 
secondi di qualche minuto, che conta 
minuti di nessuna ora, non senti. 
non senti che c’è, non senti che c’è, 
un soffio di vento che passa anche dentro 
le ore di un giorno qualunque, che conta 
i giorni di qualunque mese 
lontano da me.

mercoledì 1 maggio 2013

marco notari - io? (2013)

marco notari è un cantautore astigiano con tre album all’attivo, dotato di una notevole capacità introspettiva e sensibilità, sia verso i temi personali che etico-sociali.
l’ultimo lavoro, io?, pubblicato a settembre 2011 è entrato nella classifica fimi ed i due singoli hanno avuto una buona rotazione, entrando nelle playlist di radio due. 
esce oggi il nuovo video della title track e la deluxe version di io?, un cofanetto virtuale di tre cd che verrà reso disponibile solo sul web direttamente dallo shop marconotari.bandcamp.com. oltre al disco, la deluxe version contiene il cd canzoni segrete che include cover, rarities, b-side e remix ed il cd live @ ratatoj con la registrazione del live tenuto al ratatoj di aaluzzo (cn) durante l'ultimo tour.
il video di io? per la regia di antonio daniele è un clip fatto solo di foto diverse, tutte in sequenza. una cascata di oltre duemila immagini in pieno stile "pummelvision", con un denominatore comune che è la possibilità data a tutti coloro che hanno voluto farne parte, inviando un contributo fotografico, di fissare in immagini ciò che rappresenta profondamente il proprio "io".
io?
caldo il grembo che aspettava me
questo corpo così mutevole
un inizio una fine
mia madre giovane
tremante fragile
la chimica mio padre le ostetriche
intanto fuori la neve
un tempo per restare un tempo per venire
un tempo per partire
un tempo per restare un tempo per venire
un tempo per partire
noi due in un tramonto francese che abbaglia
noi due in un tramonto francese che sembra eterno anche se nulla lo è mai
un tempo per restare un tempo per venire
un tempo per partire
un tempo per restare un tempo per restare in due sopra il mio cuore
un tempo per restare in due sopra il mio cuore un lunedì di aprile

martedì 30 aprile 2013

teho teardo & blixa bargeld - mi scusi (2013)

teho teardo (vero nome mauro teardo) è un musicista e compositore originario di pordenone. la sua attività musicale inizia negli anni ’80 divenendo parte della scena industrial e avanguardistica italiana. dal 2000 si dedica prevalentemente a colonne sonore per il cinema e la televisione, grazie alle quali ha conseguito importanti riconoscimenti (fra cui spicca il david di donatello per il divo di sorrentino). blixa bargeld (vero nome christian emmerich) è un artista poliedrico originario di berlino. nel 1980 ha fondato gli einstürzende neubauten, una delle band più significative della scena industrial e, parallelamente, è stato chitarrista di nick cave & the bad sees per circa 20 anni. 
il 22 Aprile è uscito still Smiling, album composto a quattro mani, lavorando fianco a fianco per circa due anni. ad alcuni dei 12 pezzi, registrati tra roma e berlino, hanno partecipato la violoncellista martina bertoni e il balanescu 4et. La collaborazione tra teho e blixa nasce nel 2009 con lo spettacolo ingiuria e prosegue con la scrittura di a quiet life, brano portante della colonna sonora del film una vita di tranquilla con toni servillo. da una forte intesa artistica ed umana scaturisce la perfetta simbiosi di questo nuovo progetto, nel quale blixa canta in modo intenso e profondo spaziando tra l’italiano, l’inglese e il tedesco, mentre teho si dedica ad archi, elettronica e sperimentazioni.
il primo estratto dall’album è mi scusi, il cui video è diretto da chiara battistini. nel testo si parla dei limiti del linguaggio e della comunicazione, in particolare in un’altra lingua, tema che appassiona particolarmente blixa: “mi ha sempre affascinato la babilonia comunicativa – spiega l’artista tedesco - a volte è perché una nuova lingua suggerisce un gusto nuovo, può rappresentare bene un colore ed è sicuramente qualcosa con cui mi piace giocare. ho avuto come supporto un insegnante di dizione e l’aiuto di un esperto in germanistica che ha lavorato sulle metafore che volevo creare per esprimere quanto sia terribile il mio italiano e quanto questo mi dispiaccia. dopo aver scelto la musica però ho deciso di parlare delle lingue come un’estensione del corpo. quando si parla una lingua diversa dalla propria si cambia. È il nostro stesso corpo che cambia…”

mi scusi
mi scusi, mi scusino!
mi scusi come parlo
il mio italiano non ha fatto molta strada
me la cavo un po' così
non intendo offenderla
l'accento - quello no, non se ne va.
mi scusi la lingua, la parlata
scusi il mio italiano
è ancora giovane e inesperto
è che va così, si perde un po' sperduto
sul serio:
l'accento che non se ne va.
wer bin ich in einer andreen sprache?
kommen die metaphern mit mir mit?
mi scusi, mi scusino!
è così rudimentale il mio italiano
mi scusi, mi scusino!
è così rudimentale il mio italiano
facevo latino a scuola
a un livello cavernicolo; ciononostante
non intendo offenderla
l'accento - quello no, non se ne va.
kann ich in einer anderen sprache kuessen
tenere a freno la lingua
habe ich weiche knie?
le gambe mi fanno giacomo giacomo

wer bin ich, der in meinem koerper singt das lied?