domenica 5 aprile 2015

marinaio, cuoco, cantautore: una birretta con matteo fiorino...

mi è capitato di recente di imbattermi nel disco di matteo fiorino, uscito qualche settimana fa su etichetta frivola records: il masochismo provoca dipendenza. è un album piacevole, espressione di un cantautorato sbarazzino ma che allo stesso tempo offre interessanti spunti di riflessione, spesso giocati sul filo di una poetica ironia. notando il suo passaggio per milano, ne ho approfittato e sono andato ad ascoltarlo dal vivo. è stata l’occasione per scambiare quattro chiacchiere da vicino che mi hanno portato a conoscere meglio matteo e la sua musica.
va precisato che matteo non si è potuto esprimere al massimo delle sue potenzialità, non tanto per i contenuti, in quanto le canzoni sono state presentate in modo accattivante ed eseguite con impegno - tra l’altro si è prodigato nell’intrattenimento del pubblico, risultando a volte illuminante nel raccontare il senso più profondo dei suoi testi. il limite è stata la location, il bar al confine in zona porta genova. un locale che si è rivelato inadatto per questo genere di situazioni, fortemente condizionato dall’impianto audio piuttosto carente e dai presenti che in buona parte chiacchieravano amabilmente, disturbando chi voleva rimanere concentrato nell’ascolto del concerto. nonostante le condizioni ambientali, fiorino non si è scoraggiato, ha combattuto le avversità, portando così a termine egregiamente la sua performance.
nel dopo concerto ho avuto l’opportunità di soffermarmi con lui davanti a una birretta e quello che segue è più o meno quanto ci siamo detti: 
dalle informazioni diffuse dal tuo ufficio stampa, oltre ad essere un cantautore sei anche un marinaio... 
si, confermo! sono un pessimo marinaio con mansione di cuoco ma lavorando su barche piuttosto piccole sono praticamente un tutto-fare. mi imbarco solitamente per periodi brevi e soprattutto su barche a motore. 

mi risulta che da buon marinaio non mantieni le promesse (sbaglio o il tuo disco doveva uscire nel 2013?) 
quelle non le mantengo a prescindere. scherzo! diciamo che il mio slancio di ottimismo è stato severamente punito. purtroppo ci sono stati vari intoppi durante la produzione, perciò l'uscita è slittata di un paio di anni, durante i quali sono diventato matto, ma durante i quali ho sempre e comunque aggiornato i raisers sullo stato dei lavori. tutto sommato è uscito fuori un buon lavoro e, chi ha creduto in me fin dalla prima ora, adesso che ha finalmente ricevuto il disco, si ritiene ampiamente soddisfatto. meno male, va... 

parlami dell'esperienza di musicraiser 
un'esperienza di sicuro molto formativa, al di là del raggiungimento dell'obbiettivo. solo quando ci sei dentro ti rendi conto che fino a un attimo prima avevi pressoché totalmente ignorato una serie di aspetti legati alla creazione dell'immagine e al suo confezionamento: in una parola, la comunicazione. in italia gli artisti tendono a sottovalutare questo aspetto, forse perché fino a pochi anni fa erano altre figure professionali ad occuparsene, quindi è un problema nuovo.
lo scopo principale di piattaforme crowd-funding come quella di musicraiser, prima ancora che raccogliere fondi, è quella di promuovere la tua attività e coltivare il tuo seguito nel modo più diretto possibile, cioè coinvolgendolo nei tuoi progetti. lo staff ci crede un casino e non lascia nulla al caso, anzi, ti segue in tutte le fasi, fa report continui e si confronta con te in continuazione. ricordo le telefonate della mia tutor, che con un tono di voce iper determinato mi spronava a seguire delle strategie. quelle telefonate avevano un'atmosfera orwelliana! ma effettivamente, se dai retta a loro, la campagna funziona. 
di norma, chi suona in ambienti in cui non è conosciuto, cerca di richiamare lattenzione suonando qualche cover famosa. tu sei partito con un brano di oratio e uno di nino bruno e le otto tracce. mi è sembrata una scelta quantomeno bizzarra… 
mi rifiuto di credere che al mondo ci sia gente stordita dalla mancanza di curiosità al punto di aver bisogno di ascoltare cover conosciute per dedicare la propria attenzione a un concerto. mi rifiuto di suonare cover di canzoni che non avrei mai scritto. mi rifiuto di iniziare un concerto suonando le mie canzoni perché mi verrebbero male, così suono canzoni di altra gente. mi vuoi ancora bene? comunque ho un side project assieme a shiva bakta che si chiama “vedo gente faccio cover”. 

mi ha incuriosito il testo di "esca per le acciughe", di cui esiste un simpatico video ad opera del mitico mezzacapa. mi spieghi di cosa parla?
video bellissimo, vedetelo assolutamente! la canzone è una metafora sull'attesa di qualcuno che non tornerà mai sui suoi passi ma tiene l'altro in scacco, lasciandosi galleggiare per simulare indecisione. l'altro diventa un'esca per le acciughe, laddove le acciughe sono i tanti piccoli falsi allarmi che lentamente fanno venire le rughe al cuore di chi attende in vano. non la capisce nessuno 'sta canzone, è un bel casino. 
il singolo dellalbum (la buona occasione) si potrebbe quasi definire una dallata. te la prendi se la metto su questo piano? 
ahaha! fantastico! pensa che dallata è esattamente l'aggettivo che ho coniato per la presentazione track-by-track del disco, te lo giuro. complimenti vivissimi, chissà quante altre cose abbiamo in comune. ho scritto quella canzone in un momento in cui ero concentrato sull'ascolto di lucio dalla e paolo conte, ma evidentemente devo aver assorbito più dalla. 

come torni a la spezia, ancora con blablacar, come allandata? 
tornerò a roma, dove mi sono trasferito da qualche mese, ma spero di trovare comunque un blablacar, sennò sono fottuto!

[le foto sono di futura tittaferrante]

martedì 24 marzo 2015

giuliano dottori - forever giovane (2015)


l’arte della guerra volume 2, che uscirà il 7 aprile, è il nuovo disco di giuliano dottori.
un lavoro che arriva ad un anno di distanza dal precedente volume 1. Entrambi sono composti da canzoni scritte da giuliano mentre era in tour con la band. i pezzi più uniformi sono stati uniti fra loro, ma pubblicati in due dischi separati. mentre il primo si connota per un approccio più intimo, sia per quanto riguarda i contenuti che per i suoni, il secondo avrà soprattutto un occhio di riguardo verso il mondo esterno. racconterà quelle piccole e grandi battaglie che ognuno di noi si trova ad affrontare quotidianamente, accompagnandole con un piglio sonoro decisamente più spinto, che sarà l’occasione per affrontare un viaggio musicale fra cuba e grecia, passando per l’africa centrale. 

il gioioso video che anticipa l’album, è relativo al brano forever giovane, un omaggio a bob dylan (già chiaro dal titolo), una delle grandi passioni di giuliano. ideato dal regista cinematografico michele rho, è realizzato utilizzando materiale d’archivio. con ironia e “sbarazzina” leggerezza, dottori si confronta con la sensazione legata al trascorrere del tempo, offrendone una lettura su cui decisamente può valere la pena riflettere: volere bene a se stessi intensamente, essere consapevoli delle proprie qualità (anche peccando un poco di narcisismo), permette di rimanere vivi davvero e quindi, “giovani per sempre”…

forever giovane
giovane come me
non ce n’è
più vivo di me
giovane come me
non ce n’è
più leggero di me
quando il vento ti soffiava forte
su un traghetto al porto di Lisbona
il passato ti diceva cose strane
e il futuro era solo un foglio bianco
giovane come me
non ce n’è
più bello di me
quando il mare ti sembrava il cielo
ed il cielo un buco nero senza fondo
e una luna a spicchi veniva darti un bacio
e a cantare una fiaba per la notte
giovane come me
non ce n’è
più vivo di me

venerdì 6 febbraio 2015

carlo maver - monsieur coulibaly (2014)

per carlo maver viaggiare in solitario, conoscere e vivere situazioni completamente nuove è sempre stata una forte necessità, nata ancor prima della passione per la musica. si è trovato così ad attraversare paesi lontani e molto diversi dall’italia quali la turchia, il kurdistan, il mali (e il deserto del sahara), l’afghanistan, l’indonesia. esperienze intense che, inevitabilmente hanno influenzato sia la vita privata, che quella artistica. 
il primo strumento a cui si è accostato, non giovanissimo, è stato il flauto traverso. negli anni, la crescente passione per l’improvvisazione e il jazz, unita alla ricerca di nuove sonorità, lo ha avvicinato al bandoneón (un tipo di fisarmonica elemento fondamentale delle orchestre di tango argentine). suonato inizialmente da autodidatta, ha totalmente conquistato carlo in quanto lo sente dotato di un’anima forte ed estremamente ispiratrice. 
un nuovo viaggio, questa volta alla ricerca delle contaminazioni ritmiche che il “continente nero” ha regalato a tanti generi musicali, è la fonte ispiratrice di tracce d’africa, terzo disco dell’artista bolognese. tredici brani in cui il jazz e il tango s’incontrano attraverso melodie che spaziano fra il medio oriente, il mediterraneo e l’america latina. 
monsieur coulibaly è un suggestivo omaggio alla prima persona che ha accolto carlo durante il viaggio in mali e alla sua terra: il professore di agronomia all’università di katibogou, amadou coulibaly. grazie anche al prezioso contributo della formazione che accompagna maver, si crea “un’esplorazione etnica” in cui i confini delle singole tradizioni vengono piacevolmente abbattuti a suon di note. nell’ascolto emerge un’importante consapevolezza: non esiste una radice unica di provenienza ma, ciascuno di noi, quando “si apre al mondo”, può ritrovare frammenti di se stesso in ogni luogo e cultura… 
 

venerdì 30 gennaio 2015

andrea arnoldi e il peso del corpo - l'ortica (2014)

andrea arnoldi & il peso del corpo è un progetto musicale che vede affiancati l’omonimo cantautore bergamasco a leonardo gatti e gionata giardina (il peso del corpo, appunto). frutto del lavoro di due anni fra scrittura, composizione e arrangiamenti, è uscito nel 2014 il disco autoprodotto le cose vanno usate le persone vanno amate. undici canzoni i cui testi contengono parole dense, che rivelano la passione per filosofi come gilles deleuze, ma anche scrittori come velimir chlebnikov e fernando pessoa. tema dominante è la consapevolezza della morte nella sua inesorabilità, ed il bisogno conseguente di vivere la vita con una pienezza che solo un sentimento come l’amore può donare. i suoni e gli arrangiamenti, particolarmente curati, toccano le più diverse sfumature, dal giocoso allo struggente, anche grazie alla quantità e varietà di strumenti utilizzati, fra i quali un trio d’archi e una sezione di fiati, oltre ad utensili da cucina, strumenti etnici e tardo-medievali.
il primo video tratto dall'album è del brano l’ortica, del quale giorgio vasta, con il suo romanzo il tempo materiale ha ispirato il testo. realizzato da arnoldi insieme a fabio corbellini, è un vero e proprio corto dal titolo danzeremo sulle vostre tombe. quello che colpisce, al di là dell’originalità di una storia dai tratti volutamente surreali, è una sintonia perfetta dalla quale si viene contaminati nell’ascolto: quella fra parole “di sostanza”, ironicamente poetiche, ed una melodia che dolcemente ritmata e leggera crea, inaspettata, una gioiosa complicità fra vita e morte…
l’ortica
sono tre volte che muoio quest’anno
e questa è la quarta,
coprimi amore che soffoco, il corpo è scoperto
per la febbre alta
lasciami correre veloce nel fiume
solo nel sasso ritrovo me stesso,
canto nel vento sul ciglio di strade,
sono l’ortica, in lei mi riconosco
capita a volte di mutare sembiante,
tornare animali,
tu cucimi addosso un vestito d’ortica ed aspetta
che perda le ali
lasciami scritto al riparo del tempo,
sono la spina, la carta e l’inchiostro,
temo l’autunno e mi spoglio splendendo,
sono la rosa sul ciglio del fosso
‘e quanti anni abbiamo adesso, e dove siamo?’
‘ne avete quasi mille e siete biologia…
siete sorpresi? Cosa ne è stato
di tutto il tempo che avevate immaginato?
Il tempo morbido, strisciante e liquido,
il tempo materiale che vi avrebbe dissetato…
La morte resta un bel problema per voi vivi,
vi guarda in faccia e vi chiedete
la distanza a cui si trova…
sentite la campana e vi chiedete per chi suona…
mentre la vostra vita è il fiore in una serra
l’ortica artiglia ogni centimetro di te-rra!’
la rivoluzione violenta le aiuole,
non trova ragione per splendere al sole ma
vestita di niente, di spine e dolore,
misteriosamente si prende anche il fio-re
Vestita di niente, di spine e dolore,
vestita di niente, di spine e dolore,
vestita di niente, di spine e dolore,
misteriosamente si prende anche il fiore


[grazie a ellebi per il grande aiuto]

sabato 24 gennaio 2015

fiorino - la buona occasione (2015)

lo spezzino matteo fiorino​ ha iniziato a scrivere canzoni compiuti i 27 anni. conta svariate esperienze come chitarrista e cantante, alle quali affianca la professione di  marinaio-cuoco sugli yacht. esorcizza il proprio malessere componendo brani e nel 2011 ha dato vita al progetto cantautorale fiorino, autoproducendo l’ep l'esca per le acciughe. da buon marinaio disattende spesso le promesse, e così, il primo disco che doveva uscire nel 2013, è stato pubblicato solo nel gennaio di quest’anno. 
il masochismoprovoca dipendenza – questo è il titolo dell’album – che con poche ma efficaci parole già racchiude un’acuta riflessione su quanto, con il tempo, si riesca ad acquisire una notevole abilità a ripetere con costanza  gli stessi errori. dieci canzoni, parlando di nautica, di ex e di sensi di colpa, creano così l’opportunità di “tirare le somme” sulle esperienze di vita di matteo. 
la buona occasione è nato su commissione del video-maker ivan d’antonio, come colonna sonora per l’omonimo cortometraggio, con cui quest’ultimo ha vinto il premio canon italia 2013.
è un singolo che, con arguta ironia, partendo dal racconto del  traffico visto dall’alto di un autobus, affronta un viaggio nel mondo interiore del protagonista. nell’ascolto, emerge fin dalle prime note come sia un voluto, affettuoso omaggio alle ballate di lucio dalla, praticamente una “dallata” in piena regola.
la buona occasione
sulla preferenziale
ho lasciato la mancia che il vigile offre al maiale
fFerie sperimentale
fare un viaggio in città senza uscire dalla tangenziale
milioni d'ernie e di paure
nascoste nelle autovetture
promesse da nuovi incentivi,
con aperitivi che ti lasciano vuoto
ma nessuno si è accorto che sono cresciuto?
ma nessuno si è accorto che sono cresciuto?
ma nessuno si è accorto che sono cresciuto?
dominerò il viale
seguirò ogni sorpasso e gli inventerò un altro finale
solo per aspettare
una buona occasione per affacciarmi a salutare
milioni d'ernie e di paure
rinchiuse nelle autovetture
promosse da piazzisti svegli,
sposati con mogli che invocano aiuto
ma nessuno si è accorto che sono cresciuto
ma nessuno si è accorto che sono cresciuto
ma nessuno si è accorto che sono cresciuto
ma nessuno si è accorto che sono cresciuto



foto di futura tittaferrante
grazie a ellebi per il grande aiuto