Visualizzazione post con etichetta numero 6. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta numero 6. Mostra tutti i post

mercoledì 22 maggio 2013

numero 6 - un mare (2013)

è uscito il 20 maggio il video di un mare, terzo singolo dei numero 6, estratto dall'album dio c'è. con questo brano, la band genovese capitanata da michele "mezzala" bitossi, con dolcezza, leggerezza ed ironia, ci propone uno sguardo lucido sui ricordi del passato...
"ricordare - così ci racconta il regista del video, il siciliano gabriele galanti - può essere spiazzante come uscir di casa per andare in spiaggia e ritrovarsi sperduti e mezzi nudi nell'intrico di un bosco sconosciuto. un bosco da cui si deve uscire prima o poi se lo si vuole ritrovare, un mare."
la partecipazione vocale di colapesce, che ha preso parte anche alle riprese del clip, aggiunge dense suggestioni alla canzone. il video è stato girato in provincia di siracusa dal collettivo di film-makers tunafishbanda.


un mare
nell'estate di sedici anni fa
c'era un'altra velocità
pochi obblighi e tante verità
le giornate solcavano
i capelli decolorati e sotto la lingua
un viaggio in più
dischi usati in luogo di cibarie
schiamazzi davanti ai pub
oggi piaccia o no ci gira così cari amici
si regala all'alba questa canzone felici
se la nostalgia
vuol fare improvvisate a casa mia
si accomodi ma sappia
che sarà trattata con superficialità
per tanto
i ricordi no non li vogliamo uccidere però
con molta forza qui si guarda avanti e nonostante tutto
la fiducia stringe i denti
oggi piaccia o no ci gira così cari amici
regaliamo all'alba questa canzone felici
e se il fonico ti dice ueilà son le dieci
gli rispondi vai ci pensiamo noi, che siam capaci
guardo indietro e non fa male
ritornare ricordare
guardo fuori e vedo un mare
tutto ancora da nuotare

giovedì 28 febbraio 2013

numero 6 - storia precaria (2013)

il sodalizio artistico tra michele "mezzala" bitossi e stefano piccardo nasce all'indomani dello scioglimento della band genovese laghisecchi di cui il primo ne è stato il leader. 
con il nome numero 6, ispirato a una serie tv inglese cult degli anni '60, the prisoner (il cui protagonista si chiamava number six), un rinnovato amore per le sonorità indie rock statunitensi e la tradizione musicale nostrana (dai grandi cantautori agli anni ottanta), i due si ritrovano in studio nel corso del 2003, con solo alcuni punti fermi: il gusto per le progressioni di accordi insolite, per le melodie imbevute di tradizione italiana e per le trame di ritmi imprevedibili.
dopo 5 dischi, di cui uno insieme allo scrittore enrico brizzi, e una parentesi solistica di mezzala, nell’autunno 2012 pubblicano dio c’è. musicalmente, è un disco di puro pop-rock di stampo 60s e 70s con accenni beat, “semplice” e diretto, con un’attenzione alla melodia sempre evidente e convincente, anche quando il sound propende maggiormente sul versante più rock. 


il video di storia precaria, secondo singolo estratto dall’album, girato da stefano poletti, è dramma shakesperiano (l'amleto) di lacrime e sangue. mette in scena la squallida realtà di luoghi comuni che popolano le vite sconclusionate e drammatiche dei ragazzi e ragazze di periferia. storie precarie che si fanno sempre più definitive.
“protagonista è un ragazzino che, abbagliato dal successo dei rapper del momento, vorrebbe la loro stessa popolarità ma fa poi un gran casino. il brano fotografa quella grande bolla di sapone che è il rap italiano: una sorta di cartoon senza contenuti, plastica buona per ingraziarsi i dodici-tredicenni. lo capisco, è business, raschiano il fondo del barile guadagnando finché è possibile. Si badi bene: lo dico con la serenità di chi fa un altro campionato, però i contenuti proposti sono pericolosi… 
mentre lo provavamo, è venuta fuori l’idea di una coda musicale. Abbiamo coinvolto allora un nostro amico, simone lalli in arte autobam: gli abbiamo chiesto di far sfociare il pezzo in un delirio elettro-pop, che nulla centra con la prima parte della canzone, ma che è in linea con il testo” (michele bitossi)


storia precaria
se fossi un rapper potrei
dire cazzo e odiare i gay
dal vivo andrei col deejay
zero sbatti e tanti sghei
e se poi radio deejay
supportasse il mio long playing
come i club dogo o marracash
sarei spesso sotto i flash
amore mio
cercavo soltanto di portarti via
da quell'infame seminterrato
di periferia
di fabri fibra ho la mail
di jay z la comprerei
mi do da fare lo sai
ma il contratto arriva mai
amore mio
cercavo il sereno oltre le nuvole
di scappare dalle viti e i bulloni
di leroy merlin
ecco fatto
ecco tutto
dio solo sa se vuotare il sacco servirà
l'avvocato mi ha detto scrivi e vedrai
se fossi un rapper potrei
passar forse meno guai
ti getterei sulla porsche
e poi vita avanti march!
amore mio
ti prego di non tornare mai più qua
il treno è caro e non hai un'idea del freddo che farà
ho fatto fuori un uomo e la nostra quotidianità
adesso avrò vent'anni per scrivere il mio disco rap.