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giovedì 21 febbraio 2013

offlaga disco pax - respinti all'uscio (2013)

respinti all'uscio è il nuovo video e il nuovo singolo degli offlaga disco pax, tratto dal loro terzo album gioco di società. il testo è di max collini e racconta dello storico concerto dei police a reggio emilia il 3 Aprile 1980, visto dagli occhi incantati di un tredicenne. la serata terminò con molotov e scontri tra forze dell'ordine e molte tra le numerose persone accorse per l'evento. la regia è di enrico fontanelli e le immagini di repertorio sono tratte dall'archivio di telereggio.


respinti all'uscio
il mio compagno di banco adesso ha lo stereo e lo spara a un volume importante per dei cinni delle medie, i vicini si lamentano ma noi abbiamo le spillette di woodstock, il passero e in qualche modo ci sentiamo già più grandi dedicando, attraverso radio condor, canzoni d'amore tremendamente inopportune a due amichette dagli ormoni sviluppati. tra qualche giorno i police suoneranno di fronte la nostra scuola. i manifesti con la data sono ovunque. 3 aprile 1980. questa storia per molti anni stabilisce che al chiuso qui non suona più nessuno. le vie di accesso al luogo dell'evento sono messe a ferro e fuoco e gli stessi poliziotti tutti quanti resteranno impressionati dai tumulti provocati al palasport dai troppi convenuti rispetto alla capienza. ma noi siamo solo dei futuri adolescenti non sappiamo niente di cosa succede dentro e fuori un posto a 50 metri dalle nostre noiose mattinate. sappiamo solo che noi al concerto non potremo mai andare. a 13 anni da queste parti ancora non si usa e poi costa molti più soldi di quanti potremmo mai averne. la mattina dopo impariamo dal giornale radio nazionale che reggio emilia è stata saccheggiata da onde di autoriduttori furibondi perché respinti all'uscio senza tanti complimenti. e allora ci dispiace più del giusto essere andati a letto anche stavolta come sempre. corriamo a vedere con ritardo prudentissimo le scritte sui muri, le vetrine sfondate, i segni delle molotov proprio lì dove ci fanno andare tutti i giorni. i police hanno davvero suonato in via guasco. e noi scopriamo che la città è diversa da come l'avevamo immaginata fino a ieri. questa città inutilmente bella. questa città zitella.

















 

venerdì 12 ottobre 2012

offlaga disco pax - tulipani (2012)


"tulipani" degli offlaga disco pax, è dedicata a johan van der velde e alla sua epica impresa al giro d'italia 1988.
 l’olandese fu protagonista della quattordicesima tappa, lungo l'ascesa innevata verso il passo del gavia, con un attacco solitario, rigorosamente senza mantellina e senza guanti, ben presto fermato da un principio di congelamento. la susseguente discesa fino a bormio, per il freddo e il pericolo del gelo formatisi sull'asfalto, fu ancora più difficoltosa: van der   velde arrivò con quasi 47 minuti di distacco dal vincitore della tappa, il connazionale erik breukink. nonostante le difficoltà, riuscì a mantenere la maglia ciclamino fino alla fine del giro. per la cronaca l’americano che vinse la classifica finale era andrew hampsten.


tulipani
johan parcheggiò la bicicletta contro il parapetto ed entrò nella roulotte in braghe corte, perchè fuori nevicava l'universo nonostante fosse giugno. batteva i denti irrigidito mentre i suoi due nuovi amici rimasero stupiti dalla visita a sorpresa. gli offrirono un the caldo damandandogli perchè in quella discesa, durante la bufera, il ghiaccio e la paura, non si fosse ben coperto. l'olandese in bicicletta rispose col suo accento gutturale parole incomprensibili e finito lo spavento si riaffacciò alla strada, mentre altri sventurati su due ruote scendevano prudenti quei tornanti in mezzo alla tormenta protetti dal moncler. lui restò ancora un poco a godersi il tepore improvvisato e dopo un paio di bestemmie protestanti tornò in sella al suo cavallo verso la valle che incombeva.
eppure un quarto d'ora prima johan era solo lassù in cima. staccò tutti lungo il gavia pedalando su un viscido sterrato mentre intorno era come se l'inverno in val camonica non fosse mai finito. raggiunse quel passo a quota siderale mentre i fiocchi sulla testa evaporavano al contatto della pelle incandescente e arrivato fino a lì continuò a far finta che il freddo non ci fosse. tirò dritto come se bormio stesse nei dintorni e non quaranta chilometri più in basso.
in quella roulotte ci finì con un principio di assideramento tre minuti dopo, che a scender dopo tutto quello sforzo sudato e bagnatissimo a cinque gradi sotto zero indossando solamente una maglia ciclamino ci vuole del coraggio e una certa dose d'impazienza.
ci arrivò da stoccafisso, a bormio, l'olandese van der velde. quasi morto e con quarantasette minuti di ritardo.
ma di quel traguardo si ricordano certo più di lui che dell'altro tulipano che giunse primo in quella tappa disgraziata o dell'americano che vinse poi il giro d'Italia la cui cima coppi era un pò troppo congelata.
quel metro di neve sulle lepontine retiche, affrontato con una bicicletta al posto della slitta, vale quanto l'alpinismo estremo senza bombole d'ossigeno tra le inviolate vette del pamir...