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giovedì 11 settembre 2014

ólöf arnalds - patience (2014)

studi classici di violino e viola, approccio autodidatta alla chitarra e al charango, ólöf arnalds è una cantautrice islandese che fa della voce lo strumento in più che la caratterizza fin dal primo ascolto. il suo talento avrà modo di arrivare anche in italia quando, a fine mese, sarà distribuito palme, il suo quarto album. il nuovo progetto, che si discosta completamente dai precedenti, è frutto di un’intensa collaborazione con amici fidati come gunnar örn tynes dei mum e skúli sverrisson (già al lavoro con laurie anderson, ryuichi sakamoto e blonde redhead). otto tracce in cui si fondono sperimentazioni sonore e libertà creativa generando un prodotto certo non di facile ascolto, ma sicuramente suggestivo. 
patience è il primo singolo appena uscito, il cui video è diretto da máni m. migfússon. una “vocina” con precise connotazioni liriche, innocentemente sensuale, quasi “disturbante” nella sua essenza così cristallina, è ricondotta alla leggerezza da quel coretto costante che l’accompagna. del tutto particolare anche l’effetto visivo delle riprese: una stanza buia si illumina e allo stesso tempo ne rivela una trasformazione del tutto inaspettata. l’abitazione in modo graduale viene “serenamente” invasa dalla natura che con monti, foreste, campi e fiori ne sgretola le pareti rivelando un’energia vitale alla quale è impossibile resistere. totalmente “posseduta” ed appagata da questa consapevolezza la protagonista, nel finale, chiude gli occhi e sorride arrendendosi a questa forza d’origine quasi ultraterrena…





sabato 28 settembre 2013

ásgeir - in the silence (2013)

ásgeir trausti è un giovane astro nascente della musica islandese, che, per il momento, ha dimostrato quanto i propri sogni, se ci si crede, alla fine possono diventare una splendida realtà. figlio di musicisti, fin da ragazzino, parallelamente alla passione per lo sport, ha coltivato anche quella per la musica, registrando pezzi che non aveva il coraggio di far ascoltare a nessuno. questo finché un amico non è riuscito a convincerlo ad inviare ad un produttore alcuni demo auto registrati a casa.
da lì, in poco tempo, la pubblicazione del primo album dyrd í dauðathogn, che ha ricevuto grandi riconoscimenti nazionali, restando al primo posto nelle classifiche di vendita per nove settimane, vincendo 4 premi agli icelandic music awards e piazzando ben sei brani ai primi posti della chart dei singoli.
l'album ha lasciato il segno sulla scena musicale del suo paese, diventando il disco di debutto di un'artista locale più venduto nella storia della musica islandese. a seguito di questo notevole successo, con l’aiuto del musicista americano john grant (che ora vive in islanda e lo ha portato in tour con lui in uk), i testi sono stati tradotti in inglese e ad inizio 2014 la versione internazionale verrà pubblicata anche in italia, con il titolo in the silence. 
le sue, sono delicate armonie folk alla chitarra acustica, combinate con semplici elementi di elettronica. ad impreziosire il tutto la voce toccante, malinconica e spesso in falsetto, uno dei suoi tratti distintivi.
il video, relativo ad una versione live del brano going home, registrata nello studio tapf di copenhagen, riassume al meglio l’essenza del suono di questo musicista che, già dalle prime note, crea un’atmosfera suggestiva alla quale è dolce abbandonarsi. tutti abbiamo un luogo dove ritornare e qualcuno da raggiungere, magari anche solo per le vie della mente e del cuore, attraverso cinque minuti di intensa melodia come questa…
questa invece è una versione live in studio di lupin intrigue, lato b del primo singolo, king and cross. fin dalle prime note l'artista islandese propone un dolcissimo accostamento fra timidi accordi di pianoforte ed impulsi elettronici, che, lentamente ma inesorabilmente, continuano a crescere per tutto il brano. grazie anche alla soave intensità della sua voce, ci regala così un momento di dolce relax in cui lasciare in libertà le nostre emozioni…
nel video del primo singolo, king and cross, troviamo come co-protagonista, proprio john grant.
una melodia dolcemente elettronica in cui la voce ora intensa ora eterea ed evocativa di ásgeir 
ci accompagna in un piacevolissimo viaggio emozionale....
king and cross
glistening nighttime dew, and she is walking with me.
from the house of red, I hear a child crying.
foxes heading home, their prey hangs from their jaws.
and the forest knows, but it won’t share the secret.
when the king takes sides,
leaving moral minds; soldiers take their share.
nighthawks seem to sense that now is the time.
deep inside them burns the raging fire of life.
he’ll take back what he owns.
death cannot take hold, if I can keep momentum.
fortresses of stone, turn into crystal tears
soothed by southern winds; I’ve found my strength now.
and nobody knows, and we must keep their secret.
when the king takes sides,
leaving moral minds; soldiers take their share.
nighthawks seem to sense that now is the time.
deep inside them burns the raging fire of life.
he’ll take back what he owns.
when the king takes sides,
leaving moral minds; soldiers take their share.
nighthawks seem to sense that now is the time.
deep inside them burns the raging fire of life.
he’ll take back what he owns.

mercoledì 18 settembre 2013

hjaltalin - crack in a stone (2013)

gli hjaltalín sono sette musicisti provenienti da reykjavík che suonano insieme dal 2004 ed hanno all’attivo tre album. l’ultimo lavoro, pubblicato in islanda nel 2012 e distribuito nel resto del mondo in questi giorni, s’intitola enter 4. 
il numero indicato nel titolo sembra stia a rappresentare una “dimensione parallela”, raggiunta dal frontman högni egilsson a causa di un disturbo bipolare che lo ha costretto al ricovero in un istituto psichiatrico. proprio in ospedale, insieme alla band, sono stati registrati alcuni demo di canzoni inserite successivamente nel disco. complessivamente si tratta di nove brani che, incentrati su un nuovo sound, più evoluto e minimalista, propongono un pop raffinato a due voci, arricchito dalla presenza di strumenti eleganti e suggestivi quali il violino, il fagotto, il clarinetto e il violoncello. i testi esprimono tutti il desiderio di fuga, alla ricerca in un sogno che permetta di continuare a sperare, superando così i momenti dolorosi che appartengono alla nostra “condizione umana”. il primo singolo estratto è crack in a stone.
il video relativo è diretto da yoonha park, che ha ripreso i membri della band in diverse fasi dell’esecuzione della canzone presso il sundlaugin studio, dove è stata anche incisa la versione definitiva del brano. quattro minuti o poco più di perfetta armonia fra una melodia electro-suggestiva, gli intrecci vocali di egilsson e la controparte femminile sigríður thorlacius. ascoltarli, magari ad occhi chiusi, lasciarsi trasportare e un po’ anche sognare, sembra piacevolmente inevitabile...

crack in a stone
i'm losing sight
a stolen mind.
you're the crack in my rock.
your nose at my feet (well it is a lie).
your tongue down my neck (does it shed a light).
you're the only crack in my rock.
funniest thing is by the end you'll never ever know what I want.
never ever stop to see that i was calling your name.
throw away the signs that say that everything will be alright.
will it make you move, if i'm wiser?
leaving it to be, left to see, that things will get better.
please just follow and remember.
when all is gone, what is left to see:
you're just a crack in a stone.