dopo 3 dischi in inglese come edwood e due in italiano come intercity, lo scorso maggio, i fratelli fabio e michele campetti (in questo caso con la collaborazione di paolo comini e gian nicola maccarinelli), hanno pubblicato la raccolta dei singoli, primo album a loro nome. un progetto quello dei campetty fresco, brillante e variegato in cui, rispetto al passato, l’elettronica lascia maggior spazio alla melodia. lungofiume è il terzo singolo estratto, del quale è stato diffuso il video relativo, diretto da paul mellory.
lo stesso fabio spiega che questa canzone ha preso spunto da un fatto reale, un gruppo di amici che ogni lunedì si ritrova in riva ad un argine, sul quale lui ha iniziato a fantasticare e, com’è nel suo approccio anticonvenzionale, a degenerare…
“le lucidatrici stile anni ’50, in primo piano nel clip - ha proseguito – m’ispirano parecchia calma, niente a che vedere con la frenesia dei nostri tempi in cui, probabilmente, ci sarebbe tanto da ‘lucidare’…”. e, ascoltando questa melodia decisamente accattivante, come non dargli clamorosamente ragione?
lungofiume
cento discorsi facili, scacciapensieri anonimi
canti con vino e armonica, soffermarsi su un tramonto, urrà!
ore di sonno al limite, piove
il fiume diventa litio, si muove
un filo di voce come lei, un lampo, un tuono, raffiche
canti con stile e armonica, soffermarsi su un disco dei pulp
nuoto dorsale è il primo video del nuovo lavoro di fabio e michele campetti a nome campetty. i due fratelli bresciani, attivi da una decina di anni sulla scena con i progetti edwood e intercity, questa volta si fanno accompagnare da paolo mellory comini al basso e da gian nicola maccarinelli alle batterie. fabio compone, canta e suona le chitarre, michele il wurlitzer, le chitarre e si occupa dell’elettronica. anche la produzione rimane in famiglia, in questa nuova avventura musicale che si esprime in modo davvero personale, a cominciare dal nome scelto, praticamente autobiografico.
filo conduttore rispetto alle esperienze precedenti rimane la melodia, sempre presente e volutamente ricercata, delle loro canzoni. il disco la raccolta dei singoli verrà pubblicato ufficialmente il prossimo 31 maggio, ma le tracce sono già scaricabili gratuitamente dal loro sito. il video diretto da paul mellory, è stato filmato all’interno de la nave di harlock, riaperta recentemente e al centro delle attività artitstiche di brescia. a zero budget, divertente e claustrofobico, è stato autogirato, azionato dal telefonino all’interno dell’ascensore della sala prove red carpet studio.
nuoto dorsale questo freddo fuori per niente inatteso
ghiaccio sulle braccia un brivido appeso
legami i capelli, ti tratterò bene, lavami i capelli, ti vorrò bene
portami in città tra nuove vetrine
comprami i regali fino alla fine, libri di fumetti e oroscopi in toto,
quello dei pianeti è un mondo d'ignoto
ma si freddami tra i boschi, tra i boschi
ma si freddami tra i boschi, tra i boschi
lasciami un barlume di vita sociale, come questo fosse un fatto normale
tinte miste per un anno migliore, questa bella vista si tinge di neve
viso del millennio, amaro da bere, cucciola ti trovo davvero speciale
c'erano una volta gli edwood, band “indie rock” dai beat sintetici,
che prendeva il nome da un film di tim burton: tre dischi in inglese all'attivo,
tra il 2004 e il 2010. c'erano
poi gli intercity, gruppo “electro” con testi in italiano con due album
pubblicati tra il 2009 e il 2012. entrambe le formazioni erano guidate dai
fratelli fabio e michele campetti.
ora questi gruppi non esistono più, ma i due fratelli stanno
preparando un album con il loro nuovo progetto, che promette di essere molto
personale, visto il titolo quasi omonimo: campetty.
in questa nuova avventura, con i fabio e michele ci sono paolo comini al
basso e gian nicola maccarinelli alla batteria. il loro disco uscirà per la
neonata etichetta bresciana orso polare
dischi, “fatta di piccole cose familiari in tempi di crisi”, il 31 maggio,
con il titolo la raccolta dei singoli. questo nuovo lavoro può essere
considerato come l’evoluzione ideale di yu-hu, album degli intercity uscito poco
più di un anno fa. i suoni saranno meno
immediati, il disco sarà più eterogeneo, ma anche molto ricco dal punto di
vista delle melodie e con testi che tratteggeranno situazioni in modo quasi
cinematografico (come nello stile dell’autore). ospite d’eccezione nel disco, l’ex
scismasara mazo, in due brani.
il primo singolo, the muffa forest, è
decisamente eccentrico nei contenuti, delinea una serie di visioni bizzarre e
probabilmente alcolemiche, quasi felliniane, concludendo con una citazione dal
celebre brano di vasco rossi, ormai divenuta di uso comune… vi propongo una versione acustica, live in studio; il video è diretto da paul mallory.
the muffa forest
mi bevo un litro di sangue, da te che sei per bacco, una cometa, una rondine, un pensiero presente m’incuriosisce il fungo, una muffa diabolica allucinogeno a muschio, su nel bosco a conifere poi passeggiata a lago, a passo lungo e disteso,
scrocchiarsi le rotule, irrubostirsi le natiche con te prenoto un kilo di carne argentina, abbrustolita al rosso mischiata a vino fluente the muffa forest, i love you, the muffa forest, i love you sarai in gonna speciale, con gli occhi verdi del mare,
truccata a festa lieve a ritmo a-boreale, forse un temporale, estivo e carnale,
fatto di grandine, che ci spezza le timbriche ragazzi polemica sul nostro governo, che non ci aiuta a vivere,
ma ci lascia nell’essere ma tutto poi rinasce, come il sole al mattino, una cena perfetta,
noi due a contar le stelle the muffa forest, i love you, the muffa forest, i love you
poi aumentare di colpo il proprio tasso alcolemico,
o forse andare al massimo, o meglio andare in messico