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martedì 18 giugno 2013

violons barbares - barbar rock (2011)

i violons barbares sono un trio "barbar-ethno-rock" attivi dal 2010, i cui membri provengono da mongolia, bulgaria e francia. nazione, quest’ultima, dove per una casualità del destino, si è incrociato il loro percorso artistico. é una formazione che colpisce al primo ascolto per la capacità di contaminazione fra quelle che sono le radici e le tradizioni culturali di ciascuno e le più svariate sollecitazioni provenienti dal mondo attuale.
la loro musica, infatti, spazia con la stessa naturalezza, dai canti folkloristici dei rispettivi paesi di provenienza, alla rivisitazione in chiave del tutto personale di brani che hanno fatto la storia del rock come, ad esempio, purple haze di jimi hendrix.
strumenti protagonisti delle loro performance  insieme alle più canoniche percussioni, sono, rispettivamente: il violino morin khuur, di origine mongola e la gadulka, strumento ad arco proveniente dalla bulgaria.
il primo si compone di una cassa armonica a forma di trapezio, con un lungo manico, una tavola di legno coperta da una pelle tesa di cammello, di capra o pecora e due corde di crine di cavallo. anche l'estremità del suo lungo collo è scolpita a forma di testa di cavallo.
la forma e accordatura della seconda (imparentata con la nostra lira calabrese), varia da regione a regione. la versione moderna ha tre corde melodiche d'acciaio (un tempo in budello).
altra caratteristica del tutto originale di questo gruppo è l’uso della voce da parte di dandarvaanchig enkhjargal che si esprime attraverso il così detto canto diplofonico: una tecnica che permette ad una singola voce di produrre simultaneamente due o anche più suoni distinti risultando così duplicata all’orecchio di chi l’ascolta.
il video di barbar rock è tratto da un’esibizione live avvenuta durante l’edizione 2011 del rhino jazz festival a firminy (francia).
impossibile non essere conquistati dalla dirompente forza espressiva di questi “barbari  moderni“, allo stesso tempo curiosi e attenti cittadini del mondo…

giovedì 4 aprile 2013

toni bruna - baiamonti (2011)

toni bruna è lo pseudinimo dietro il quale si cela un "artigiano della musica", definizione a lui cara e che fa pensare alle cose semplici come la sua professione, il falegname. suona la chitarra classica e canta in dialetto triestino (o meglio, in ciò che oggi si può definire parlata istroveneta), perché per lui è l’unica lingua possibile, è quella che ha sentito da sempre in casa, la lingua del popolo. una scommessa che si rivela vincente, perché il triestino è esotico ed estremamente musicale. toni allora decide di osare proponendo dei live in posti inusuali, come i tram, le galleria di un treno, le piccole sale, il salotto di casa... l’esperimento funziona al punto che solo o con la band, arriva a portare la sua musica ben oltre trieste e i confini italiani, raggiungendo mete estere ambite come barcellona, san francisco e new york. il suo esordio discografico è del 2011, un disco autoprodotto dal titolo formigole (formiche), che viene venduto ai concerti o tramite il suo sito, bilingue: triestino e inglese. un disco particolare, pieno di anima, che potrebbe arrivare ovunque. 
dieci tracce che rivelano tutta la poetica originalità di questo cantautore che, per sua stessa ammissione, sogna una casa isolata sul carso, il più possibile autosufficiente, dove poter vivere bene con poco. avere tempo per fare musica, senza dover scendere a compromessi con nessuno, seguendo una strada che sia sua. l'ascolto dell'album rivela un mix affascinante di melodie che, spiega lo stesso toni, si è creato da sé, naturalmente, per una sorta di contingenza storico-geografica: sono figlio di esuli istriani, cresciuto a opčine tra gli sloveni e ho passato una parte molto importante della mia vita in america latina. sono un discreto esempio di bastardo, come la maggior parte dei triestini. gionata mirai ne rimane folgorato e lo chiamerà ad aprire il concerto de il teatro degli orrori, poi aprirà quello di edda, ed infine la loro etichetta, niegazowana, ripubblica il disco d’esordio di toni, con distribuzione nazionale, proprio in questi giorni.
baiamonti è il brano che apre il disco, abbozzando storie di gente comune, con sonorità che virano decisamente verso l'america latina. parla dell’omonima via di trieste che marca il confine est del quartiere degli esuli istriani. è un quartiere periferico ed industriale, sorto proprio per accogliere gli esodati, dopo la seconda guerra mondiale.
baiamonti
baiamonti, baiamonti fumigada
xe le sete e un quarto de matina
i bevi viski e le man ghe trema
xe i vetri onti
che no se vedi in strada
baiamonti
baiamonti
fumigada
drio la vecia pompa de benzina
ale nove sona una campana
che le vecie istriane le va in cesa
qua un esodo comincia ogni matina
te se lo trovi in piato a ora de zena
baiamonti
baiamonti
fumigada…


note:
baiamonti é una via di trieste che marca il confine est del quartiere degli esuli
istriani.è un quartiere periferico ed industriale della cittá sorto proprio per accogliere gli esodati dopo la seconda guerra mondiale.
xe: é, sono, c’é, ci sono. xe i vetri onti: i vetri sono unti, sporchi.
drio: dietro.
vecia: vecchia.
cesa: chiesa.
zena: cena.

sabato 13 ottobre 2012

massimo zamboni e angela baraldi - mi ami? (2011)

punk e disciplina!
massimo zamboni è stato con giovanni lindo ferretti il fondatore del gruppo storico cccp, nato dopo un incontro fra i due a berlino all'inizio degli anni ‘80. Il progetto continuò negli anni ‘90 come c.s.i. (consorzio suonatori indipendenti). massimo, chitarrista e autore della maggior parte dei brani nelle due formazioni, da qualche tempo divide il palco con angela baraldi, grintosa cantante, attrice e scrittrice. Lei, con grande merito e responsabilità, si prende l’onere di interpretare vocalmente e con stile personalissimo i brani che riscossero enorme successo con 
la voce di ferretti.

.
"noi, in quei tempi, avevamo di fronte altre cose, non percepivamo a quali disastri stesse andando incontro il pianeta terra. in realtà questo è la cosa alla quale forse dovremo pensare di più, al di là delle belle bandiere per le quali combattiamo. in fin dei conti destra e sinistra stanno sotterrando il pianeta, in un certo senso, in egual misura. credo che occorra una buona dose di lungimiranza guardando molto bene ai prati verdi. sono quelle le nostri fonti di vita, ancor di più di quello che ci potrebbe dare l’ideologia e la voglia di lottare per un mondo migliore..." (massimo zamboni, agosto 2012).

mi ami?
un'erezione un'erezione triste
per un coito molesto
per un coito modesto
per un coito molesto
spermi spermi indifferenti
per ingoi indigesti
io attendo allucinato
la situazione estrema
un grande sogno nitido
chiedendo alla tua pelle
con dita di barbiere
una amorosa quite
sfiorarti come a caso
con aria imbarazzata
atmosfera pesante
elogio alla tensione
tranquillità assoluta
un rapimento una estasi
su un punto delicato
questa non è una replica
facile e leggera
non è una mossa tattica
miiiiiiiiiiiiiiiiiiaaamiiiiiiiiiiiii?
miiiiiiiiiiiiiiiiiiaaamiiiiiiiiiiiii
miiiiiiiiiiiiiiiiiiaaamiiiiiiiiiiiii
l'affinità è elettiva
orfana di futuro
disturba i progetti rapisce la quiete
svela i conti in sospeso
accarezzati in sogno
in un tempo spezzato
che gira rigira torna all'inizio
non vuole finire, mi ami?
miiiiiiiiiiiiiiiiiiaaamiiiiiiiiiiiii
miiiiiiiiiiiiiiiiiiAaaMiiiiiiiiiiiii
smettila di parlare avvicinati
smettila di parlare avvicinati un po'

domenica 7 ottobre 2012

l'officina della camomilla - nadeje e le ruote panoramiche (unofficial video, 2011)


francesco de leo ha poco più di vent’anni e il nome che ha dato al suo gruppo è nato dal caos dei frullati. parlando da solo ad alta voce, in bicicletta, mischiando i pensieri e le cose. è nato dalla fusione tra l’insegna di un ristorante che si chiamava officine di bacco e la protagonista di un film visto e rivisto, camilla, diventata non sa neanche lui né come né perché camomilla.
l’officina della camomilla oggi è tastierine giocattolo, un tizio che vomita un arcobaleno, de gregori, un mazzo di stelle di zucchero filato viola, un pozzo, cindy lauper, il luna park fantasma, una rissa al parco giochi, baci nei supermercati, chitarre scordate, piero ciampi, i gatti sulle margherite, uno xilofono, la maglietta dei joy division e le ciocche blu.
ed è anche e soprattutto deliziosa leggerezza, anche in questo video disegnato da iosonopipo.

lunedì 24 settembre 2012

missincat - wide open wings (2011)


caterina barbieri è nata e cresciuta a milano. nel 2007 si trasferisce a berlino in cerca di ispirazione musicale, dove trova il successo cantando in inglese,
con lo pseudonimo di missincat. tra milano e berlino registra i brani del suo primo album, con la tipica formula acustica chitarra voce e poco altro.
l'etichetta revolver le propone un contratto e successivamente il singolo back on my feet viene usato da nintendo per una campagna pubblicitaria. amy winehouse la invita ad aprire i concerti del suo tour tedesco nel 2010, poi proseguono nuovi tour in australia e stati uniti.
caterina si sente una cittadina del modo. ha viaggiato molto ed ha tanti amici stranieri. ha imparato a suonare il piano da bambina, su un bechstein mezza coda, nel salotto della nonna.
il suo disco più recente è wow (abbreviazione di wide open wing). questo è il primo singolo pubblicato: un gioiellino di semplicità, acustico e minimale, ma allo stesso tempo elegante e ricco di emozioni...

sabato 17 marzo 2012

bruno contigiani - lavorare con lentezza (dalai editore, 2011)

è un simpatico libretto da leggere tutto d'un fiato (112 pagine) e spiega il punto di vista di bruno contigiani su un tema di grande attualità: il lavoro.
l'autore era capo ufficio stampa di aziende multinazionali, quindi un manager con notevoli responsabilità, impegni e relative dosi di stress, quando uno sfortunato (o fortunatissimo) tuffo in mare lo costrinse a rallentare i suoi ritmi di vita.
allora fondò l'arte del vivere con lentezza onlus e iniziò ad organizzare interessanti iniziative in italia e all'estero sul nostro rapporto con il tempo. iniziò a discutere con gli studenti di alcune importanti università di come poter cambiare l'economia e il lavoro per porre le basi di una società migliore.
poi visse una tragicomica esperienza lavorando nello staff di un (ex) ministro della repubblica, dove scoprì il profondo disprezzo per il lavoro che quotidianamente tante persone verificano sulla loro pelle. 
da queste esperienze è nata la riflessione sul senso del lavorare con lentezza, tra passione, fatica e senso della collettività. 
bruno contigiani parte dall'interiorizzazione dell'articolo 4 della costituzione italiana dove, nel secondo capoverso, si dice: ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività e una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società. quell'articolo, saggiamente puntualizzato dai padri costituenti, sovverte l'approccio al lavoro, dandogli un significato chiaro e completo.
l'opera è ricca di consigli per affrontare il mondo del lavoro senza stress, è dedicata a tutti coloro che vanno a lavorare pensando di partecipare alla più grande avventura della loro vita, anche quando il lavoro non è così entusiasmante, a tutti coloro che non hanno abbandonato i loro sogni in un cassetto e non rinunciano a realizzarli. la fiducia e la speranza in un futuro migliore non sono crollate, perché bruno contigiani ha conosciuto un movimento di "uomini economici" che hanno già cambiato rotta e hanno introdotto in prima persona l’etica dell’economia che verrà.
l'autore dice: "se sei un manager, un impiegato o una commessa, non dimenticare di essere ambizioso e altruista e di dare il tuo piccolo colpo d'ali, la differenza che ognuno di noi è in grado di fare, ricostruendo la fiducia, la grande vittima di questa profonda crisi." 
insomma a me è piaciuto e mi ha dato qualche stimolo per vivere il lavoro guardandolo da un'ottica diversa, come del resto era successo con il primo libro di contigiani. anche questo vale la pena di leggerlo!


ecco quali sono, secondo bruno contigiani, i “comandalenti” del lavoro:
  • prima regola non ci sono regole, o meglio rompi le regole.
  • non pensare al maggior profitto nel minor tempo possibile: l'unico risultato certo sarà un grandissimo stress.
  • l'impresa è un creativo strumento umano che mira a migliorare la vita (mihaly csikszentmihalyi).
  • cerca di sviluppare una grande capacità di ascolto dei tuoi colleghi, collaboratori o dipendenti, avendo sensibilità per le esigenze delle donne.
  • passa le informazioni e cura il vivaio, senza timori di chi ti dovrà sostituire.
  • scollegati dalle nuove tecnologie nel tempo libero e rivolgi la tua attenzione ai tuoi figli, alla/al tua/o ragazza/o o a un libro. non riempirti tutti i weekend di impegni o di gite fuori città.
  • impara a usare con intelligenza e allegria i tempi morti derivanti dagli imprevisti, le ceneri del vulcano islandese eyjafjallajökull non ti hanno insegnato niente?
  • rottama il tuo amore per il multitasking, il cervello di chi fa più cose in contemporanea lavora male, perde in attenzione, memoria ed è predisposto agli errori.
  • abbandona la tua cieca, sorda e caparbia ostinazione di pianificare il futuro, la nostra vita è governata dall’improbabile: i famosi cigni neri.
  • smetti di lamentarti per il momento difficile, le cose non cambiano di fronte ai piagnistei. il futuro non è obbligatoriamente uguale al presente.  
  • vai dove ti porta il lavoro.
  • se hai un problema anche grave non affrontarlo da solo, non soccombere al peso della sfiducia, della rabbia e della paura del futuro. condividi le tue difficoltà con la famiglia, gli amici o con le istituzioni o con emeriti sconosciuti.
  • Senza il balsamo della speranza non si vede nulla, nemmeno le occasioni favorevoli.
  • con il tuo aiuto puoi cambiare la giornata a tante persone.
  • certe volte non serve cambiare lavoro, in alcuni casi basta cambiare il nostro atteggiamento.
  • non sei solo testa e cervello, cerca un equilibrio anche nelle tue mani.
  • ricordati che non tutto è urgente, alcune cose sono addirittura inutili, prendi tempo prima di avviarle.
  • sii ambizioso/a e altruista.
  • non pensare al maggior profitto nel minor tempo possibile: l'unico risultato certo sarà un grandissimo stress. 

dello stesso autore potete leggere anche "vivere con lentezza" (orme 2008, poi riedito da dalai) e "chi va piano (rizzoli 2009)

vivere con lentezza (il sito internet)

vivere con lentezza su facebook


sabato 21 maggio 2011

i conti di una vita

a volte capita che, per motivi apparentemente inspiegabili, le emozioni arrivino a sorpresa. il 25 marzo 2011 ero alla fnac di milano, mentre i marta sui tubi presentavano il loro bellissimo disco.
quando è partita questa canzone ho sentito una vibrazione molto positiva che si è trasformata in brividi man mano che il tono saliva.
questa straordinaria sensazione mi ha accompagnato le numerose altre volte che l'ho ascoltata ed ora, ogni volta che inizia, non riesco a trattenermi dal cantarla a squarciagola, pensando a quale misteriosa alchimìa possa generare questo effetto.
forse può saperlo solo chi l'ha creata, ed un giorno glielo chiederò...
grazie a giovanni gulino, carmelo pipitone, ivan paolini, paolo pischedda e mattia boschi per averlo fatto!





180.345 sogni sono tutti i sogni che farai nella tua vita se ti metterai a dormire almeno per 3 ore a notte e a questi aggiungerai
quelli che farai ad occhi aperti
quasi 11 metri di capelli cresceranno sulla testa sulla quale ti farai 6.000 shampoo e cambierai
16 lavatrici e 15 computer con segreti che non sempre salverai
dirai almeno per 50 volte ti amo e finirai 300 volte da qualche dottore e prenderai 60.000 piccole pilloline e poi
farai prenderle anche tu…
riempire un mondo vuoto…. si può.

andrai a letto con una ventina di persone delle 1.900 che avrai conosciuto in giro e cambierai
una decina di auto e coprirai quasi 1.000.000 volte la distanza fra la luna ed il tuo bar
desidererai un'altra vita, un'altra donna, un'altra casa per tornare e fare finta che sia tua
e piangerai 30 litri di lacrime ma di queste solo un litro di gioia

batterai le ciglia
400.000.000 di volte
berrai 1.000 birre
e 2.000 bottiglie di vino

tutti questi numeri non servono poi a niente perché i conti alla tua vita potrai farli solo tu
e chi non conterà su di te vedrai che non conterà mai niente!
20 persone che ami se ne andranno
ti chiederai se c'entrerà Dio
oh, non basta un addio, non basta un addio

batterai le ciglia
400.000.000 di volte
berrai 1.000 birre
e 2.000 bottiglie di vino


marta sui tubi