mercoledì 18 dicembre 2013

naomi berrill - baubles, bangles & beads (2013)

baubles, bangles & beads è una famosa canzone del 1953, tratta dal musical di broadway, kismet, ispirato a le mille e una notte, classico della letteratura orientale e con brani adattati da lavori del compositore russo aleksandr borodin. negli anni, di questo pezzo, per la melodia accattivante e la particolare struttura armonica, ne sono state proposte diverse versioni, da artisti del calibro di peggy lee, frank sinatra, nina simone, solo per fare alcuni nomi.
naomi berrill, eclettica violoncellista irlandese, trasferitasi in italia alcuni anni fa dopo aver ottenuto a glasgow il diploma di musica, ha ri-arrangiato questo brano nel 2012. il video, diretto da luca franco, è relativo alla perfomance live realizzata presso il rifugio “orto di donna”, ai piedi della val serenaia, in provincia di lucca, durante l’edizione 2013 del festival high notes. il simpatico trio, composto da matthew berrill (clarinetto), naomi berrill, (violoncello e voce) e simone tecla (batteria), ci dona una versione fresca, leggera e dolcemente intima di questo classico evergreen… 
baubles, bangles & beads
baubles, bangles, hear how they jing, jinga-linga
baubles, bangles, bright shiny beads
sparkles, spangles, your heart will sing, singa-linga
wearin' baubles, bangles and beads
you'll glitter and gleam so
make somebody dream so that
some day he may buy you a ring, ringa-linga
i've heard that's where it leads
wearin' baubles, bangles, and beads
baubles, bangles, hear how they jing, jinga-linga
baubles, bangles, all those bright, shiny beads
sparkles, spangles, your heart will sing, singa-linga
wearin' baubles, bangles, and beads
you'll, you'll glitter and gleam so
you're gonna make somebody dream so that
some day he may, he may buy you a ring, ringa-linga
i've heard that that's where it leads
if you're wearin' baubles bangles and them cool, cool beads

lunedì 16 dicembre 2013

il muro del canto - il canto degli affamati (2013)

daniele coccia (voce), alessandro pieravanti (percussioni e monologhi), ludovico lamarra (basso), eric caldironi (chitarra acustica e pianoforte), giancarlo barbati ( chitarra elettrica e cori) e alessandro marinelli (fisarmonica). insieme formano il muro del canto, band che fa della necessità di utilizzare il linguaggio a loro più vicino, la parlata romana che si utilizza in famiglia o con gli amici, l’elemento folkloristico che li contraddistingue fin dal primo ascolto. 
ogni componente del gruppo viene da esperienze musicali molto diverse: si spazia dal rock all'industrial, dal metal al post rock, dalla musica popolare al liscio. l’elemento che accomuna tutti quanti è il forte legame con roma, una sorta di equilibrio instabile, nato dal rapporto di amore-odio che nutrono per la capitale. nelle loro canzoni le esperienze personali si fondono con quelle degli altri, nel desiderio di arrivare al un livello massimo di condivisione dei propri pensieri con quelli di chi li ascolta. la loro musa è la realtà, la vita quotidiana, in particolare il racconto di storie di perdenti e diseredati, ma facendolo quasi con la loro voce, scendendo per strada e facendole vedere come sono, senza sovrastrutture. a poco più di un anno dall'uscita del loro primo disco, l'ammazzasette, seguito da un tour di oltre cento date, la band, a fine ottobre, ha pubblicato ancora ridi, un lavoro in cui l’approccio folk e cantautorale si arricchisce di echi western e si apre a sonorità più rock anche grazie al contributo alla produzione e al missaggio di tommaso colliva
particolare è la scelta di inserire anche due tracce parlate, che diventano veri e propri racconti, storie recitate. il sound proposto è elettroacustico e contaminato dalla presenza di strumenti quali la fisarmonica e il violino, solitamente meno usuali in ambito rock. il video che vi propongo, diretto da carlo roberti, è relativo al brano il canto degli affamati, primo singolo estratto da questo secondo album. una voce baritonale, pungente, caustica, ironica, unita alla melodia trascinante ed energetica ci accompagnano nel racconto di una roma senza tempo in cui la fame, la povertà, in passato come nel problematico presente, diventano protagoniste del vivere quotidiano…

il canto degli affamati

so’ stato a lavorà tutta l’estate
e m’è rimasta solo fame e sete
mi moje è bianca che pare de cera
e gnente c’ha da coce quanno è sera
sembramo du’ fantasmi in controluce
pe’ baccajà nun c’è rimasta voce
e ‘sta chitara c’ha ‘na corda sola
e a mezzanotte er core ce ristora
ma ‘sta canzone se la porta ‘r vento
più arta de san pietro e parlamento
‘sta roma derelitta pija d’aceto
‘na mano c’ha davanti e l’artra dietro
chi c’ha quarcosa se lo tiene stretto
e c’ha ‘r fucile carico ne’ lletto
se arza ogni mezz’ora a controllà
non fosse che quarcuno stia a magnà
chi nun c’ha gnente campa a la giornata
se venne i panni e magna l’insalata
je conti l’ossa quanno ce sta er sole
la fame co' la fiacca lo rincore
ma ‘sta canzone se la porta er vento
più arta de san pietro e parlamento
‘sta voce s’è scallata alla bon’ora
la roma de’ poracci dorme ancora
é troppo tempo che nun magno gnente
me magnerei ‘na cinta de serpente
tanto sognà nun è che costa caro
me magnerei la sella der somaro
c’ho tanta fame che non pio più sonno
de giorno pe’ la fame più m’addormo
dovrebbe escogità n’artro sistema
pe’ nun annà a dormì senza la cena
ma ‘sta canzone se la porta er vento
più arta de san pietro e parlamento
‘sta roma derelitta pija d’aceto
‘na mano c’ha davanti e l’artra dietro

giovedì 12 dicembre 2013

sara velardo: un 2013 da "'ndrangheta" a "il mio amore immenso"

sara velardo è una chitarrista e cantautrice di origini calabresi, che dal 2002 vive in lombardia. dopo anni di esperienze in varie band, nel 2011 ha pubblicato il suo primo disco da solista autoprodotto, migrazioni, a cui è seguita un’intensa attività live. nel giugno 2013 è uscito 'ndrangheta, singolo rigorosamente in dialetto, testimonianza di un amore profondo per la propria terra, raccontata senza omertà in tutte le sue sfaccettature che, a novembre ha vinto il premio musica contro le mafie
il motto di sara è: melodie orecchiabili per temi importanti, cioè tramite “ritornellini pop” che entrano in testa e non ne escono più, cercare di raggiungere più persone possibili affrontando, con “profonda leggerezza”, temi di rilevanza sociale.
questo è l’intento alla base anche di il mio amore immenso, il suo secondo singolo pubblicato da poco. una canzone che sceglie di parlare di omosessualità in maniera felice e serena, con gioia e speranza, senso di comunità e condivisione, nel chiaro intento di scardinare la chiusura mentale con la quale troppo spesso ci si approccia a questo argomento. nel video che accompagna il brano, realizzato da giada canu, sono presenti sia etero che gay senza distinzione di sorta. “realizzare il clip - dice sara - è stata una vera festa, nessuno ha avuto paura di essere etichettato. vorrei che tutti cantassero questa canzone sapendo e capendo di cosa parla. quello che mi piace immaginare è un adolescente che si dichiara al suo amore cantando il ritornello, questo è il mio più grande sogno per questo pezzo”. 
a fine gennaio 2014 è prevista la pubblicazione di polvere e gas, un ep di sei pezzi (compresi i due singoli già usciti). sara aveva urgenza di dire cose, di condividere canzoni da far cantare agli altri, trasmettendo, così, tutto il suo desiderio di cambiamento e rivoluzione socio-politico-culturale. il disco è stato finanziato grazie ad un’originale campagna di raccolta fondi con musicraiser dal titolo "noleggia una cantautrice”.
il mio amore immenso
sono marta e il mio lavoro è progettare mobili 
mi diletto con la poesia 
scrivo versi per lei che vorrei fosse mia 
ma non so se ricambia o no
sono marco e il mio lavoro è vendere automobili 
mi diverto con il calcio guardo tutte le partite 
vivo a roma ormai da un anno
ho lasciato tutto per lui il mio amore immenso
e anche se mi chiamano frocio mi guardano male
non posso evitare di ridere
da quando ho scoperto che
sei tu il mio amore immenso
sei tu il mio amore immenso
sono anna e il mio lavoro è apparecchiare i tavoli 
mi diletto con il canto, scrivo anche pezzi miei 
sono entrata finalmente nel mio corpo morbido 
l'anno scorso ero un altro ora sono io
sono mario e il mio lavoro è far quadrare i numeri 
mi diletto con la pesca, mi rilassa stare solo 
ero nato con un corpo che non era il mio 
ma poi son tornato io
e anche se ci guardano male tu sei qui con me 
non posso evitare di ridere da quando ho scoperto che 
sei tu il mio amore immenso
sei tu il mio amore immenso
sono giulio e il mio lavoro è fare bene i compiti 
il mio sogno resta il calcio, segno a tutte le partite 
sono stato con nicole ma non ho avuto i brividi 
ero perso fino a quando è arrivato lui
e anche se mi chiamano frocio mi pestano a sangue 
mi buttano via mi fanno morire 
non posso negare che 
sei tu il mio amore immenso
sei tu il mio amore immenso

foto (1) angelo ferrillo
       (2) (3) giada canu.

domenica 8 dicembre 2013

teho teardo - music for wilder mann (2013)

teho teardo è un musicista e compositore che realizza la propria creatività spaziando in libertà fra le varie forme d’arte, all’insegna della contaminazione e sperimentazione. music for wilder mann, pubblicato ad inizio 2013, è il suo più recente album da solista, che prende vita dalle immagini del fotografo francese charles fréger
l'ispirazione per questo disco nasce del tutto casualmente, da un aneddoto che risale al 2012, periodo in cui teardo stava registrando still life, l'album realizzato in coppia con blixa bargeld. durante una visita insieme in una libreria di berlino, quest’ultimo ha urtato uno scaffale ed un libro, caduto ai suoi piedi, ha attratto immediatamente l’attenzione di teho. si trattava di wilder mann o la figura del selvaggio. un viaggio fotografico, condotto tra il 2010 e il 2011, in diciotto paesi europei, alla scoperta di ancestrali ritualità pagane. immagini incredibili, mostruose, in cui fréger, ha ritratto uomini con costumi di pelli animali che non hanno più niente di umano ma sono orsi, cinghiali, strani esseri che sbalordiscono, collegandoci a qualcosa di primitivo. ciò ci riconduce alla terra, alla nostra animalità perduta, celebrando il ritmo della vita e delle stagioni che cambiano.
teho, folgorato dalla potenza visiva ed evocativa degli scatti del fotografo francese, tornato in studio, gli ha scritto una mail, alla quale, nel giro di una quarto d’ora, ha ricevuto una telefonata di risposta. si sono poi incontrati a parigi, dando inizio ad un’intensa collaborazione. fréger ha fornito a teho tutti gli scatti realizzati, corredati da appunti e racconti. è stato quasi come lavorare ad un altro film, solo che la sceneggiatura, in questo caso, era costituita dalle immagini. 
si tratta di un disco composto di getto e registrato nello studio romano del musicista con ospiti illustri: il balanescu quartet ed i violoncellisti martina bertoni, erik friedlander e julia kent. il rapporto fra il mondo visivo e il suono, la musica, è qualcosa che teho sente dentro. in questo caso, però, è un lavoro con dinamiche cinematografiche ma da non considerarsi assolutamente cinematico, permeato di evidenti richiami ad una sorta di folk pagano. di fronte alla noia tecnologica rappresentata dai social network dove tutti si definiscono amici, il richiamo al “selvaggio”, al mostruoso, pronto lì fuori a spaventarci, per teardo, permette il recupero di una “necessaria” imprevedibilità. nasce da queste sensazioni una musica in cui si allarga lo spettro delle connessioni. ogni singolo suono da, a chi l’ascolta, la possibilità di individuare molteplici significati. nella melodia, tesa alla ricerca di un contatto fra un mondo passato e la parte tecnologica della musica, l’elettronica ritrova elementi primitivi, ma privi di nostalgie etniche. 
"music for wilder mann" è un disco che ancora una volta rivela una profonda propensione all’apertura incondizionata verso il mondo delle emozioni più profonde ed intime. non a caso teho dichiara che il nuovo lavoro musicale è nato dalla necessità, ogni giorno, anche solo per qualche istante, di sprofondare dentro la commozione. il video che vi propongo è relativo alla versione live, eseguita nel suo studio, del brano attonita, che apre l’album. dalle prime note colpisce il forte impatto emozionale della sua scrittura musicale. in questo caso una colonna sonora intensa, solenne, a tratti quasi drammatica, dalla quale farsi avvolgere e coinvolgere fino a quel finale “tronco” che bruscamente ci riporta alla realtà…

mercoledì 4 dicembre 2013

la governante - finchè puoi tu balla (2013)

un nuovo percorso musicale, nato meno di un anno fa, che riparte da quel che rimane di una band (gli alchera) senza il cuore pulsante… ma con un’arma in più: la stupefacenza. cosi si presenta la governante, formazione siciliana composta da salvo micalizio (voce), sergiolino longo (batteria e iphone), kiodo (chitarra e synth) e barabba (basso e synth). 
un anno intenso il 2013 per questo gruppo che ha esordito lo scorso aprile sul palco di indie concept, festival catanese di musica indipendente. sensibili ai problemi della realtà che li circonda, hanno aderito al comitato artisti no mous, promosso dal teatro coppola di catania e composto da musicisti, teatranti, scrittori, performers. tutti insieme si oppongono all’installazione, in una riserva naturale di niscemi (cl), del mobile user objective system, un nuovo e potentissimo sistema di comunicazione in via di costruzione da parte dell’esercito americano. 
con la produzione artistica di fabio rizzo (waines, pan del diavolo, fabrizio cammarata, black eyed dog), stanno completando la registrazione di alcuni brani, in cui confluiscono svariate influenze musicali, dalla new wave al post-punk, al noise, all’elettronica. finchè puoi tu balla è il loro nuovo e primo video che ci presentano, realizzato semplicemente con uno smartphone, un telo di nylon, un ventilatore, una luce strobo ed alcune luci di natale. il primo verso del testo rivela uno dei diversi omaggi musicali presenti all’interno del nuovo lavoro, che vedrà la luce nel corso del 2014: in questo caso le parole “nel centro della città” rimandano ai mitici joy division e alla loro indimenticabile shadowplay, settima traccia dell‘album unknown pleasures. sostenuto ed amplificato da una melodia “electro-ossessiva”, il pezzo contiene un incessante, energico invito a non fermarsi, a non lasciare indietro nulla, cogliendo tutte le opportunità che la vita ci offre…
finchè puoi tu balla
nel centro della città lei è sola 
catania è visibile da lontano 
sento che lei è persa 
smarrita la prendo per mano
finchè puoi tu balla
finchè puoi tu balla
guidando torno a casa 
spostando i pensieri verso lei 
la striscia è discontinua 
ma alla prossima curva sarò da me
finchè puoi tu balla
finchè puoi tu balla