domenica 8 dicembre 2013

teho teardo - music for wilder mann (2013)

teho teardo è un musicista e compositore che realizza la propria creatività spaziando in libertà fra le varie forme d’arte, all’insegna della contaminazione e sperimentazione. music for wilder mann, pubblicato ad inizio 2013, è il suo più recente album da solista, che prende vita dalle immagini del fotografo francese charles fréger
l'ispirazione per questo disco nasce del tutto casualmente, da un aneddoto che risale al 2012, periodo in cui teardo stava registrando still life, l'album realizzato in coppia con blixa bargeld. durante una visita insieme in una libreria di berlino, quest’ultimo ha urtato uno scaffale ed un libro, caduto ai suoi piedi, ha attratto immediatamente l’attenzione di teho. si trattava di wilder mann o la figura del selvaggio. un viaggio fotografico, condotto tra il 2010 e il 2011, in diciotto paesi europei, alla scoperta di ancestrali ritualità pagane. immagini incredibili, mostruose, in cui fréger, ha ritratto uomini con costumi di pelli animali che non hanno più niente di umano ma sono orsi, cinghiali, strani esseri che sbalordiscono, collegandoci a qualcosa di primitivo. ciò ci riconduce alla terra, alla nostra animalità perduta, celebrando il ritmo della vita e delle stagioni che cambiano.
teho, folgorato dalla potenza visiva ed evocativa degli scatti del fotografo francese, tornato in studio, gli ha scritto una mail, alla quale, nel giro di una quarto d’ora, ha ricevuto una telefonata di risposta. si sono poi incontrati a parigi, dando inizio ad un’intensa collaborazione. fréger ha fornito a teho tutti gli scatti realizzati, corredati da appunti e racconti. è stato quasi come lavorare ad un altro film, solo che la sceneggiatura, in questo caso, era costituita dalle immagini. 
si tratta di un disco composto di getto e registrato nello studio romano del musicista con ospiti illustri: il balanescu quartet ed i violoncellisti martina bertoni, erik friedlander e julia kent. il rapporto fra il mondo visivo e il suono, la musica, è qualcosa che teho sente dentro. in questo caso, però, è un lavoro con dinamiche cinematografiche ma da non considerarsi assolutamente cinematico, permeato di evidenti richiami ad una sorta di folk pagano. di fronte alla noia tecnologica rappresentata dai social network dove tutti si definiscono amici, il richiamo al “selvaggio”, al mostruoso, pronto lì fuori a spaventarci, per teardo, permette il recupero di una “necessaria” imprevedibilità. nasce da queste sensazioni una musica in cui si allarga lo spettro delle connessioni. ogni singolo suono da, a chi l’ascolta, la possibilità di individuare molteplici significati. nella melodia, tesa alla ricerca di un contatto fra un mondo passato e la parte tecnologica della musica, l’elettronica ritrova elementi primitivi, ma privi di nostalgie etniche. 
"music for wilder mann" è un disco che ancora una volta rivela una profonda propensione all’apertura incondizionata verso il mondo delle emozioni più profonde ed intime. non a caso teho dichiara che il nuovo lavoro musicale è nato dalla necessità, ogni giorno, anche solo per qualche istante, di sprofondare dentro la commozione. il video che vi propongo è relativo alla versione live, eseguita nel suo studio, del brano attonita, che apre l’album. dalle prime note colpisce il forte impatto emozionale della sua scrittura musicale. in questo caso una colonna sonora intensa, solenne, a tratti quasi drammatica, dalla quale farsi avvolgere e coinvolgere fino a quel finale “tronco” che bruscamente ci riporta alla realtà…

mercoledì 4 dicembre 2013

la governante - finchè puoi tu balla (2013)

un nuovo percorso musicale, nato meno di un anno fa, che riparte da quel che rimane di una band (gli alchera) senza il cuore pulsante… ma con un’arma in più: la stupefacenza. cosi si presenta la governante, formazione siciliana composta da salvo micalizio (voce), sergiolino longo (batteria e iphone), kiodo (chitarra e synth) e barabba (basso e synth). 
un anno intenso il 2013 per questo gruppo che ha esordito lo scorso aprile sul palco di indie concept, festival catanese di musica indipendente. sensibili ai problemi della realtà che li circonda, hanno aderito al comitato artisti no mous, promosso dal teatro coppola di catania e composto da musicisti, teatranti, scrittori, performers. tutti insieme si oppongono all’installazione, in una riserva naturale di niscemi (cl), del mobile user objective system, un nuovo e potentissimo sistema di comunicazione in via di costruzione da parte dell’esercito americano. 
con la produzione artistica di fabio rizzo (waines, pan del diavolo, fabrizio cammarata, black eyed dog), stanno completando la registrazione di alcuni brani, in cui confluiscono svariate influenze musicali, dalla new wave al post-punk, al noise, all’elettronica. finchè puoi tu balla è il loro nuovo e primo video che ci presentano, realizzato semplicemente con uno smartphone, un telo di nylon, un ventilatore, una luce strobo ed alcune luci di natale. il primo verso del testo rivela uno dei diversi omaggi musicali presenti all’interno del nuovo lavoro, che vedrà la luce nel corso del 2014: in questo caso le parole “nel centro della città” rimandano ai mitici joy division e alla loro indimenticabile shadowplay, settima traccia dell‘album unknown pleasures. sostenuto ed amplificato da una melodia “electro-ossessiva”, il pezzo contiene un incessante, energico invito a non fermarsi, a non lasciare indietro nulla, cogliendo tutte le opportunità che la vita ci offre…
finchè puoi tu balla
nel centro della città lei è sola 
catania è visibile da lontano 
sento che lei è persa 
smarrita la prendo per mano
finchè puoi tu balla
finchè puoi tu balla
guidando torno a casa 
spostando i pensieri verso lei 
la striscia è discontinua 
ma alla prossima curva sarò da me
finchè puoi tu balla
finchè puoi tu balla

sabato 30 novembre 2013

alessandro fiori - mi hai amato soltanto (2013)

alessandro fiori nasce ad arezzo il 06/06/76. si appassiona da subito agli studi musicali ed impara a suonare violino e pianoforte. a 14 anni già comincia a scrivere canzoni accompagnandosi con la chitarra del padre prima e col pianoforte poi. si diploma all'accademia d’arte drammatica piccolo teatro città di arezzo. il suo è un percorso artistico variegato che, nel corso degli anni, fra gli altri, lo porta a fondare nel 1999 i mariposa, con i quali ha all’attivo 9 dischi e più di 400 concerti, abbandonati a fine 2011 per potersi dedicare alla sua attività di solista. 
dal 2007 stringe un sodalizio artistico con alessandro “asso” stefana (chitarrista con vinicio capossela, mike patton) e lavora come insegnante di teatro nelle scuole elementari del mugello. viene in seguito ospitato in veste di violinista da alcuni colleghi musicisti come andrea chimenti e paolo benvegnù. contemporaneamente si dedica anche alla pittura e alla scrittura di poesie e racconti. ad oggi ha pubblicato tre album come solista, di cui questo dolce museo del 2012, ad inizio ottobre è risultato fra i finalisti delle targhe tenco 2013. si tratta di undici racconti di vita condivisi con vena poetica delicata e minimalista. il tutto accompagnato da una musica altrettanto essenziale, in cui violini, chitarre e  batterie  si affiancano in sinergia alle tastiere. 
ad un anno dall’uscita, per la regia di francesco faralli, è stato pubblicato il primo video estratto dal disco, relativo al brano mi hai amato soltanto. il testo alle prime righe, rischia di allontanare, per le particolari immagini rappresentate: "ti tocco di spalle con dita gialle del fumo, ti guardo l'intera figura con occhi stanchi del fegato adoperato…" ma è solo un momento, proseguendo nell'ascolto, la melodia electro-ipnotica e l’interpretazione del tutto personale di alessandro, rendono ogni parola veramente penetrante…
mi hai amato soltanto
ti tocco le spalle
con le dita gialle del fumo
ti guardo l’intera figura
con gli occhi stanchi del fegato adoperato
e lo faccio con riverenza
col timore di fare una brutta figura
come se avesse data di scadenza
il tuo avermi accettato
e intanto mi domando
perché quello schianto mi ha salvato?
mentre tu mi hai amato soltanto
ti scrivo un disco strepitoso
tutto per te
ma tu non ascolti roba in italiano
e mi accompagni sul tuo letto
anche se sono il vincitore
mi sento un esoscheletro vuoto
di riccio di mare ma non te lo dico
e nel frattempo ti continuo ad amare
non mi sento nessuno ma me lo tengo per me
e continuo a toccarti le spalle
con le dita gialle del fumo
e intanto mi domando
perché quello schianto mi ha salvato?
mentre tu mi hai amato soltanto

martedì 26 novembre 2013

luca aquino - mastroianni (2013)

“a vent'anni, soffiando per gioco malafemmina nella tromba di mio zio, provai un piacere immenso e una pace mai vista. dopo qualche anno d'incertezze, cominciai a non ascoltare più solo rock e a studiare lo strumento e il jazz. ora mi ritrovo un tubo per amico.“ così si presenta luca aquino, trombettista, flicornista e compositore originario di benevento. 
miles davis e chet baker sono due grandi amori ma il suo è un talento che spazia a trecentosessanta gradi: dalla tradizione, all’elettronica, dalle melodie nordiche a quelle balcaniche e mediterranee, sino ad approdare al progressive e alla sperimentazione. fondamentali, per la sua crescita artistica professionale, sono state le collaborazioni con artisti quali jon hassell, enrico rava, paolo fresu, nonché un’intensa attività live che lo ha portato ad esibirsi in centinaia di concerti un po’ in tutto il mondo. nel 2012 è entrato in pianta stabile nel quartetto del batterista manu katchè e, quest’anno, ha pubblicato, con una nuova formazione, il suo quinto album: aqustico, prodotto da fresu. 
accantonato l’uso dell’elettronica, il disco affianca ad un tradizionale quartetto jazz, uno strumento folk come la fisarmonica nella dimostrazione, ancora una volta che, per aquino, fare musica significa essenzialmente contaminare, osare, alla ricerca di una dimensione sonora del tutto personale. il video relativo al brano mastroianni, composto dalla pianista siciliana sade mangiaracina, è stato girato a parigi da matthiew wilson. la traccia è un sentito omaggio ad un attore che, con i suoi film, è stato testimone della storia italiana negli anni felici del boom economico, come della disillusione che ne è seguita. l’assolo iniziale di tromba, a cui si uniscono il magico suono della fisarmonica di carmine ioanna e il pianoforte di sade, creano un’atmosfera dolcissima e struggente. nell’ascolto di queste note i ricordi si fondono con la nostalgia per un mondo sereno che, chiudendo gli occhi smarriti di oggi, possiamo nitidamente tornare a rivedere…

venerdì 22 novembre 2013

julia kent al teatrino di villa reale - monza, 16 novembre 2013

sabato 16 novembre è stata una serata intrigante sotto ogni punto di vista. partiva l’undicesima stagione di lampi, la rassegna di musica nuova, diretta dal brillante saul beretta, per l’associazione musicamorfosi. nelle passate edizioni, la kermesse, ha sempre proposto artisti di grandissimo valore, cercando di privilegiare coloro che percorrevano le strade meno battute della musica, spesso le più affascinanti, oltre che quelle preferite dal vostro capitano cook. da mario brunello ai la crus, da tigran a giovanni venosta, passando per fabrizio bosso, stefano bollani, mario brunello, ernst reijseger, giovanni falzone, uri caine, gaia cuatro, violons barbares e numerosi altri, tutti si sono avvicendati sui palchi monzesi, via via utilizzati nelle scorse edizioni della manifestazione. 
quest’anno il programma è ancora più orientato a mettere in luce artisti quasi sconosciuti in italia. il sottotitolo della rassegna è w il teatrino, proprio perché si ritorna esattamente al punto in cui si era partiti: il teatrino della villa reale di monza. il meraviglioso gioiello, che tra poco chiuderà per i necessari restauri, è stato costruito nel 1806 su progetto di luigi canonica, possiede 120 posti a sedere, ed è situato nell’ala sinistra della villa. le sue poltrone ed i suoi affreschi permettono un percorso a ritroso nel passato, recuperando le atmosfere di un mondo che non c’è più. allo stesso modo, per la serata che ho vissuto, hanno rappresentato l'ambiente ideale per farsi completamente coinvolgere dalla performance intima di julia kent
violoncellista canadese, ma newyorkese d’adozione, ci ha incantati facendoci perdere la nozione del tempo, abbandonati nell'ascolto del suo violoncello nero in fibra di carbonio; ci ha ipnotizzati con le sue mani affusolate che, agili, sinuose, ma allo stesso tempo energiche e nervose, scorrevano sullo strumento come possedute da vita propria. i suoi piedi nudi, con abili tocchi leggeri e sequenziali, hanno pilotato i vari campionatori e gestito i loop con i quali julia ha sovrapposto e stratificato le sonorità prodotte dal suo magico strumento. le musiche sono state tratte in gran parte dall’ultimo album character, pubblicato a marzo 2013. 
si tratta forse del suo lavoro più personale, in quanto influenzato più da uno stato emotivo interiore che da atmosfere esterne, come accaduto in passato. l’ispirazione è nata dal concetto che noi tutti siamo personaggi (characters) nella narrazione della nostro vivere quotidiano, anche se non necessariamente abbiamo il controllo di questo racconto, come invece accade per lo scrittore. il disco è diventato così l’occasione per descrivere in musica le svolte inaspettate che possono attendere ognuno di noi, lungo il percorso della vita. l’elettronica è un ingrediente importante di questa opera musicale, tesa sempre a creare suoni che siano complementari o in contrasto con le qualità timbriche del violoncello. 
quello che julia offre è un viaggio in cui sperimentazione ed intensità espressiva rimangono in perfetto equilibrio accompagnando chi l’ascolta alla scoperta di quella che lei stessa definisce una "mappa interiore”, fatta essenzialmente di percorsi cupi, introversi, magnetici. questa dimensione l'ho vissuta e fatta mia completamente sabato sera: condotto per mano da julia mi sono immerso nelle atmosfere di un universo fatto di suoni minimali, che mi hanno spinto a volteggiare ad occhi chiusi, in bilico, tra il passato del suo strumento ed il presente della sovrapposizioni sonore ed elettroniche. 
il pubblico è rimasto inesorabilmente stregato da questa dolce e delicata ragazza cresciuta a vancouver, che vanta illustri collaborazioni (da anthony and the johnson a devendra banhart, da ben weaver a teho teardo), ed ha introdotto buona parte dei brani in un inaspettato, ottimo italiano. fermarsi e, con lentezza, ritornare in naturale sintonia con il nostro mondo interiore. lasciare in libertà emozioni profonde riscoprendo il piacere di condividerle. 
il tutto, partendo da proposte che solletichino una curiosità autentica, nel desiderio di coltivare la scoperta ed il confronto nei riguardi di culture e tradizioni differenti dalle nostre. questo mi sembra sia lo spirito che muove ogni singolo appuntamento di musicamorfosi. in questi tempi complicati, in cui sarebbe forse più facile restare chiusi e ripiegati su sè stessi, un opportunità di "aprirsi" e contaminarsi che credo meriti davvero di essere vissuta... 
la data monzese comprendeva due set che hanno registrato il tutto esaurito, ottimo auspicio per gli organizzatori nella prosecuzione del programma. 

ecco i prossimi appuntamenti della stagione: 

sabato 21 dicembre 2013 al teatrino di corte della villa reale di monza 
nika & marko | a night before christmas
voce e chitarra (slovenia)

domenica 19 gennaio 2014 al teatro villoresi di monza
vincent peirani & ulf wakenius | vagabondi 
fisarmonica, chitarra e voci (francia | svezia)

sabato 22 febbraio 2014 
al teatrino di corte della villa reale di monza 
lula pena | post fado
voce e chitarra (portogallo)

sabato 29 marzo, al teatro villoresi di monza
giovanni falzone | la banda del teatrino
giovanni falzone contemporary orchestra con la partecipazione dell'extracoro di arsene duevi (italia)

sabato 12 aprile, al teatro villoresi di monza
amira & bosko | sarajevo mon amour
voce e chitarra (bosnia erzegovina)




crediti foto:
(1) cristina crippi

(2) (5) (6) (7) giorgio cottini
(3) (4) (8) antonello longo

grazie a ellebi per il prezioso aiuto