domenica 7 luglio 2013

dimartino - no autobus (2013)

antonio di martino, giovane talento palermitano, non ha ancora scelto in modo definitivo di fare il cantautore. sarà forse questo desiderio di provarci, più che di affermarsi, che lo porta ad aprirsi con inesauribile curiosità verso inesplorati linguaggi musicali ed approfondimenti di contenuti anche scomodi, come succede nel nuovo disco appena pubblicato. 
non vengo più mamma è un ep composto da 6 brani, accompagnati da un fumetto realizzato da igor scalisi palminteri, con soggetto e dialoghi dello stesso di martino. l’album è uscito in digitale e in vinile 12” perché ad antonio piace il fatto che la musica si possa ancora toccare, che si debba fare lo “sforzo” di prendere il disco, inserirlo in un giradischi ed ascoltarlo. si tratta di un lavoro diverso dai predenti che, musicalmente testimonia la sua nuova passione per il genere elettronico e, attraverso la formula del concept album, affronta il difficile tema del suicidio di due ragazzi, deciso per mezzo dell’acquisto di un kit per la così detta “dolce morte”. una possibilità talmente assurda, offerta realmente su internet per soli 37 euro, che antonio ha sentito l’esigenza di scriverne una storia. ad accompagnare questo progetto è uscito il video di no autobus diretto da giacomo triglia. per rendere la particolarità dell’esperienza vissuta dai protagonisti è stato utilizzato un sofisticato sistema di ripresa che ha creato un affascinante ibrido tra video e grafica 3d. 
dal punto di vista narrativo il clip prosegue la storia iniziata nel fumetto realizzando, per immagini, quel “dolce viaggio di fine vita“...
no autobus
no autobus, no casa, novità, no cani, novembre
troppo entusiasta di me, non vengo più mamma 
no lettere, notti a leccare i telefoni, novembre nostalgico

bacerò un astronauta per avere un contatto con le stelle,
con l'assenza di gravità
per sentirmi più lontano da voi, dal traffico, da me 

no abiti, no spesa, no palestra, non commuoverti i sabati
novantatre, novembre con lo zaino di he-man
bacerò un astronauta per avere un contatto con le stelle,
con l'assenza di gravità.
per sentirmi più lontano da voi, dal traffico, da me. 
bacerò un astronauta per avere un contatto con le stelle,
con la forza di gravità
per sentirmi più lontano da voi, dal traffico, da letti comodi,
da me

giovedì 4 luglio 2013

giuliano dottori - l'amore è un cappello (2013)

di l’amore è un cappellogiuliano dottori, (cantautore, produttore e chitarrista degli amour fou) aveva già pubblicato un clip nel gennaio 2012. questo all’interno del progetto video casa che prevedeva la registrazione di 8 canzoni in versione essenziale chitarra e voce nel posto più intimo in cui si possa vivere: la propria abitazione. 
nei mesi successivi giuliano viene a sapere che lo studio gas vintage di roma, dell’amico leo pari, sta contattando artisti per dare vita ad una compilation. questa gli sembra l’occasione perfetta, sia per dare una forma definita al brano, che per collaborare con un musicista stimato da tempo, ma che non ha ancora avuto occasione di incontrare: roberto angelini. nasce così la versione arricchita di “l’amore è un cappello”, entrata a far parte della gas vintage super session vol.1, una raccolta composta da 13 brani, che include anche gnut-foja-carocci, delboia, dola j. chaplin, one man 100% bluez (the cyborgs), gianluca de rubertis (il genio), leo pari, ilaria graziano e francesco forni, the niro, paolo mei e il circo d'ombre, emma tricca feat. marco fabi, dellera, milo scaglioni (the judas). alcuni di questi artisti hanno registrato un brano del proprio repertorio rivisitato in una nuova chiave, altri hanno messo a disposizione un'inedito. 
la compilation sarà in download gratuito dal 15 luglio sul sito dell'etichetta.
si tratta di un pezzo a cui dottori tiene in modo particolare. lui stesso lo definisce “un piccolo omaggio all’arte di volare, alla donna cannone di de gregori, ai musicisti di chagall. ed allo stesso tempo, una lode dell’arte di atterrare evitando cadute rovinose". giuliano al piano, roberto alla lap steel guitar, (con la sovraincisione della chitarra acustica e una piccola parte di batteria sul finale) sono riusciti ad impreziosire questa canzone creandone una versione intima e struggente che arriva “nuda” al cuore in tutta la sua autenticità…






*la foto è di star fooker

sabato 29 giugno 2013

la banda della posta - dagarola (2013)

apprezzato cantautore, poetico e a tratti visionario, vinicio capossela, per la prima volta, si presenta come produttore per primo ballo, album d’esordio della banda della posta di calitri, suo paese d’origine. Il disco è stato realizzato con la stretta collaborazione di “asso” stefana e taketo gohara
pubblicato il 25 giugno, contiene 20 brani tipici di questa zona irpina, con sonorità degli anni ’20 e ’30, che spaziano tra polka, mazurka, quadriglie, paso doble e tarantelle. si tratta di ballate che hanno segnato l’infanzia e la formazione di vinicio e che i musicisti della banda suonavano agli sposalizi negli anni ’50. un evento quest’ultimo che, in quel periodo, costituiva l’occasione principale di musica, incontro e ballo. nei successivi anni sessanta le tastiere elettroniche hanno preso il sopravvento, gli sposalizi sono diventati matrimoni e al posto di un repertorio ormai considerato antico, sono arrivati sia il liscio che il piano bar. qualche anno fa, un gruppo di attempati suonatori, inossidabile al trascorrere del tempo, si è ritrovato nella piazza del paese, di fronte all’ufficio postale. a chi domandava a tottacreta, matalena, il cinese, parrucca - questi alcuni dei loro nomi di battaglia – cosa facessero appostati lì davanti, rispondevano che erano di guardia per controllare l’arrivo della pensione. quando l’assegno arrivava, sollevati, con la naturalezza e semplicità che li ha sempre contraddistinti, toglievano gli strumenti dalle custodie e si facevano una suonata. capossela, innamoratosi della storia di questi musicisti, a distanza di cinquant’anni circa dal loro debutto, ha deciso di rilanciare il loro genuino talento, prima attraverso importanti esibizioni live (la banda lo ha infatti accompagnato sia durante il my festival che al concerto del primo maggio) sia attraverso il debutto discografico. per festeggiare quest’ultimo evento, proprio a calitri, dal 28 al 30 agosto (tre giorni, come duravano i matrimoni) si terrà l’anteprima del nascente festival calitri sponz fest. un’ occasione per conoscere musiche, culture, tradizioni relative al rito dello sposalizio e che, nella serata finale, vedrà l’esibizione di capossela & la banda della posta.
nel video, relativo all’esecuzione dal vivo di un tipico canto popolare della zona intitolato dagarola, emerge tutta la forza di queste melodie, in apparenza quasi umili, che coinvolgono da subito, generando una deliziosa dose di buon umore e voglia di ballare.

venerdì 28 giugno 2013

bobby soul - insieme (2013)

nasce da una “passione a vita“ per la musica nera il nome d’arte bobby soul, che all'anagrafe corrisponde ad alberto de benedetti.
appena passati i trent'anni, abbandona il lavoro in banca, sbalordendo famigliari ed amici. grazie all'incontro con bob quadrelli, andrea ceccon, vittorio della casa (personaggi che hanno davvero dato una svolta alla scena musicale genovese di quegli anni), abbraccia a tempo pieno la professione artistica.
inizia da le voci atroci, gruppo “a cappella” dalle vertiginose e bizzarre performance vocali, prosegue con i sensasciou, spiazzante unione tra funk e canto in dialetto genovese e poi con i blindosbarra, sicuramente una delle più importanti funk band italiane di sempre. ha all'attivo diversi dischi a suo nome e numerose altre collaborazioni (tra cui il progetto di poesia in musica contesti scomodi, trasformatosi recentemente ne la decima vittima). il tutto, attraverso un percorso lungo più di 20 anni che ha visto bobby girare in lungo e in largo l’italia e non solo, per portare, con autentico amore, un po’ ovunque la sua musica. lo scorso aprile è uscito live at mag mell, primo album dal vivo e primo in acustico nella carriera dell’artista genovese. 
l'idea iniziale era quella di adattare la sua musica, fortemente connotata dal ritmo e dalle influenze stilistiche afro-americane, ad una situazione di duo o trio acustico. questo per sopperire alla contingente situazione economica, che ha portato alla chiusura di molti locali che potevano ospitare un'intera band. il numero impressionante di richieste ricevute da parte di piccoli locali, per lo più nel giro del blues, ha trasformato il tutto. partendo da un progetto giocoso e temporaneo, si è arrivati ad uno preciso e definito, al punto da meritare di essere documentato in un cd. lo stesso è stato registrato in uno dei locali che ha ospitato più spesso bobby, il mag mell di alessandria. l'album contiene otto cover e sei brani originali, presentati in una veste essenziale in cui la voce così naturalmente “black” di bobby si amalgama perfettamente alle sonorità di percussioni, chitarra e dobro. la formazione che lo accompagna, i blind bonobos, in realtà sono un "duo modulare" con alessio caorsi, che, quando si espande diventa un quintetto denominato blind bonobos rhythm band e vede l’importante partecipazione di massimo tarozzi alla batteria (ex blindosbarra), alberto parodi al basso e andrea “manouche” alesso alla chitarra elettrica. il videoclip di insieme è stato girato a villa bombrini di cornigliano (ge) ed è diretto dalla giovane erika montefinese. si tratta di un intenso brano “soul-pop” impreziosito dal violino di roberto izzo degli gnu quartet.

insieme 
siamo qui insieme
l’avresti detto?
insieme
in questa stanza
in centro noi
precipitati
insieme
facciamo l’amore
l’uno con l’altra fino a quando ci conviene
nascosti agli occhi del mondo
siamo rimasti insieme 
seminando seme insieme 
seminando vento insieme 
se qualcuno è meglio 
faccia la sua danza 
diamo spazio al meglio 
se qualcuno sa chi è 
ora il tuo sorriso 
riempie questa stanza 
diamo spazio al meglio 
se davvero sai chi è 
però i migliori siamo noi 
che stiamo insieme 
seminando bellezza insieme 
seminando guai insieme 
una donna pasolini 
sai dei lupi e dei vampiri 
ma ha vissuto abbastanza 
e può ridere di ieri 
alleviando i miei pensieri 
seminando i suoi sospiri 
se qualcuno è meglio 
faccia la sua danza 
diamo spazio al meglio 
se qualcuno sa chi è 
un timido sorriso 
attraversa la tua stanza 
diamo spazio al meglio
se davvero sai chi è
se qualcuno è meglio
faccia la sua danza
diamo spazio al meglio
se qualcuno sa chi è
siamo qui insieme
l’avresti detto insieme
venga ancora il meglio
venga ancora il meglio
venga ancora il meglio


*la foto è di enrico rolandi

giovedì 27 giugno 2013

fabrizio bosso quartet – il sorpasso in jazz – arese, 26 giugno 2013

fabrizio bosso è stimato come uno dei più importanti trombettisti jazz a livello mondiale. con il suo quartetto rilegge, per questa intrigante produzione "il ritmo delle città", le musiche de il sorpasso, considerato il capolavoro di dino risi. il lungometraggio, distribuito nelle sale nel 1962, con all’attivo un cast di attori del calibro di vittorio gassman, jean louis trintignant e catherine spaak, è uno degli affreschi maggiormente rappresentativi dell’Italia degli anni ’60, quella del miracolo economico. nell’occasione, gassman vinse il nastro d’argento e il david di donatello come miglior attore protagonista.
il progetto, nato nel 2011, è stato “messo in scena” per la prima volta al politecnico di milano, successivamente replicato a napoli e roma, per poi essere richiesto anche nei festival jazz di norvegia, finlandia, estonia e svezia. io ero presente alla prima, ed ho con piacere replicato nella splendida cornice di villa ricotti la valera di arese, per la manifestazione la valera in jazz 2013, all’interno del circuito il ritmo delle città. in questa occasione, nella postazione che preferisco, la prima fila, che mi fa sentire "nel cuore" del concerto, mi ritrovo a godere la performance assolutamente maiuscola dei musicisti. sullo schermo, alle spalle dei quattro, scorrono le immagini, che, seppur ridotte a circa un’ora, presentano tutti i momenti chiave della pellicola: si parte dalla scena iniziale in cui, in una roma semideserta la mattina di ferragosto, bruno cortona (gassman), quarantenne nullafacente e cialtrone, vagando con la sua lancia aurelia b24 in cerca di un tabaccaio aperto e di un telefono, trova nell’incontro casuale con roberto mariani (trintignant), il compagno di viaggio che sarà il pretesto per far decollare il racconto. si prosegue poi con le scene che rappresentano appieno la società di quegli anni, sempre alternate a momenti di viaggio e soprattutto di sorpassi. si conclude con il tragico epilogo dello schianto finale in cui l’attore francese avrà la peggio. 
il quartetto si è destreggiato magistralmente tra le musiche originali di riz ortolani ed i successi pop di quegli anni (da notare che il sorpasso fu il primo film ad utilizzare nella colonna sonora brani già famosi). 
si riconoscono, in originali arrangiamenti jazz, quando quando quando (portata al successo da tony renis), guarda come dondolo e pinne fucile ed occhiali (edoardo vianello), saint tropez twist (peppino di capri) e chega de saudade (tom jobim).
fabrizio bosso ha suonato seduto per quasi tutta la serata, come a non voler disturbare, con la sua figura, le immagini che, intanto, scorrevano alle sue spalle. si è alzato in piedi solo dopo i titoli di coda e per i bis. i suoi brucianti assoli hanno sottolineato gli scatti alla guida di gassman, i sorpassi e le manovre audaci: quando la spider è sfrecciata sulla scena cinematrografica, la tromba di bosso non è stata da meno, quasi ritrovandosi ad ingaggiare una gara all’ultima curva, tra lo strumento e la vettura.
di altissimo livello anche l’apporto degli altri musicisti: la tensione scenica è stata ottimamente sostenuta dal piano di luca mannutza, le parti più concitate sottolineate dal preciso drumming di lorenzo tucci e dal contrabbasso sincopato di luca bulgarelli.
50 anni fa veniva presentato al pubblico un affresco dell’Italia, diventato manifesto di quel periodo storico, oggi lo abbiamo rivisitato in uno splendido concerto. integrando le immagini drammatiche e spensierate con incantevoli arrangiamenti jazz, un quartetto di rilevante caratura internazionale ha arricchito di contenuti la storica colonna sonora. il pubblico ha potuto così rituffarsi in quelle atmosfere in un modo del tutto inedito, ricevendo allo stesso tempo lo stimolo per essere in grado di sognare una nuova rinascita.
allo scorrere dei titoli di coda i presenti, quasi ipnotizzati fino a quel momento, si sono sciolti in una vera standing ovation che, naturalmente, ha riportato i musicisti sul palco, per l’esecuzione di una coppia di superclassici da brividi: intensa partenza con estate, il brano senza tempo di bruno martino che, nonostante sia stato presentato in centinaia di versioni, riesce sempre a coinvolgermi al punto da farmi assaporare, ad occhi chiusi, ogni singola nota. la conclusione è stata affidata ad una trascinante but not for me eseguita a velocità supersonica, quasi a ricordarci le sgommate dell’aurelia protagonista della serata.
quando si sono accese le luci i musicisti hanno sfilato, ancora una volta, tra copiosi applausi. incrociando gli sguardi soddisfatti ed ancora stupiti dei vicini di sedia, anche a me è spuntato un sorriso, compiaciuto. ho sentito che, un’inesauribile "fame di emozioni", ancora una volta, mi ha spinto a scegliere un evento “giusto” per originalità e qualità dei contenuti.